Scadenzario festivo (nr. 10): le belle persone

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Siete belle persone, ho incontrato belle persone, siamo tutti belle persone, belle persone. Ecco, prima che scatti il passaggio tra 2015 e 2016 permettetemi di mandare a fare in culo le belle persone. Per belle persone intendo i molti, moltissimi che hanno costantemente in bocca questa espressione misteriosa. Io non ho ancora capito cosa sia una bella persona.  La vacuità della espressione è pari solo a chi la esprime e penso abbia lo stesso valore dei “siamo tutti amici”, stirpe bastarda che spaccia affratellamenti universali, salvo poi sottintendere fini decisamente personali. Dunque, care belle persone e cari amici (vicini e lontani), andatevene a fare in culo.

PS: può essere che alcuni degli appartenenti alle categorie già citate nelle precedenti puntate si considerino “belle persone”. In questo caso hanno ottenuto il premio: vaffanculo plurimo di sola andata.

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Si avvicina gennaio

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Si avvicina gennaio e la giornata della memoria,

i guitti di paese, a schiera a schiera,

alzano il capo come al primo sole di primavera

e iniziano ad assediare le scuole, le biblioteche, vecchia storia,

con la lacrima posticcia, il fasullo impegno,

ma l’obolo è concreto, il metallo è buono,

con i denti lo provano, lo succhiano tra le labbra,

si adunano alla greppia statale

la lebbra sono, la lebbra, la lebbra

sociale del secolo nostro

che finirà peggio essendo iniziato male,

la cancrena sono, la peste, il bubbone,

lo sciagurato, triste sonno d’ogni ragione,

se è vero, come gridano e gridavano,

che nazisti e conniventi sulla pelle dei morti

sui denti, sui capelli speculavano,

questi son figliocci, lontani nipotini

che se non hanno alcuna militar vittoria

sempre potranno dire “vedete bambini,

anche noi incassiamo, smerciamo pezzi di memoria,

noi con i resti non facciamo paralumi,

gli altri neppure, pare fosse una palla,

ma montiamo un claudicante evento,

capiteci, piccini, è per restare a galla,

diciamo che ci facciamo un paravento

con le pelli stiracchiate e consunte,

per dare nomea di bontà e amore

alle nostre fauci, alle mani bisunte,

al nostro arraffare dove c’è luccicore”

Scadenzario festivo (nr. 9): i solidali

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Sono la macrocategoria dove potremmo mettere un po’ di Bataclans e un po’ di Anti-mafia. I solidali non mettono neppure una ciabatta se non hanno in testa che il frammento di unghia del loro pollicione è destinato a solidarizzare con i poveri figli di quarto letto della tribù dei wakaputanga schiavizzati dalla Ford nel 1922 e ridotti alla fame dallo sbalzo termico del 2 dicembre 2003. I solidali si muovono per il mondo sollevati dal pallone areostatico della loro vanagloria e ti faranno sapere quanto solidarizzano con tutti, magari tenteranno pure di solidarizzare con te!

  • Uno o due zollette?
  • Non posso che appoggiare la causa blah blah blah

Ecco, vedetevi di appoggiarvi dove non c’è una balaustra.

 

Secondo girone: di turchi e radicalismi.

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Mentre la Russia pubblica i filmati delle colonne di tir che portano petrolio dai pozzi Isis alla Turchia e Amnesty denuncia a vari livelli le condizioni di maltrattamento di quanti arrivano in Turchia, immagino che Pannella e colleghi proseguiranno nel sostenere che si debba accogliere in europa tale degna nazione, come se di fetenti non ne avessimo già abbastanza. Capisco che Erdogan merita una ricompensa quale cane fedele degli Stati Uniti e come comodo intermediario con movimenti e movimentucci che finanziamo da tempo. C’è gente che dice di avere bevuto il proprio piscio, così sostiene, di sicuro cerca di farci mangiare la sua merda…

Scadenzario festivo (nr. 8): Banksy

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Be different… in vari colori

A: Cava, hai visto l’ultima tvovata di Banksy? Geniale, divina

B: Sì, tesovo, lo dicevo giusto ievi a Cicci, al pavti pev i bimbi disagiati, alla ambasciata svedese

A: Che sensibilità, che gioia. Dove lo passi il capodanno?

E ai primi 100 in omaggio le mutande di Banksy, l’orologio di Banksy, la carta igienica di Banksy ed il dopobarba al mughetto guerrigliero di Banksy, porta la tua rivoluzione umanitaria omnicomprensiva social democratica fasciocattocomunista sempre con te*. Dai cazzotti nello stomaco ai borghesi**! Proclama il tuo essere alternativo e solidale 365 giorni l’anno, distinguiti dalla massa assieme a noi***. Niente di meglio del finto guizzo e una palata di buoni sentimenti e retorica vieille ville per convincere, imbambolare ed esaltare tutti quelli che, pochi anni or sono, tuonavano contro il retoricume tutto palline luminose e bimbi sognanti… vaffanculo.

* la valigetta di Banksy non è compresa nell’offerta

** Rendi M. orgoglioso di te (continua..)

*** con l’ordine entri ufficialmente nel club dei pro Banksy sfama il mondo, siamo già 400 milioni (ultimo aggiornamento 13/12/2015).

Scadenzario festivo (nr. 7): I BataClans

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Vaffanculo ai BataClans o ai Je Suis Pipì, questa marea di gente che non è morta (non c’era) e lo vuole fare sapere inneggiando a non si è capito cosa. Strizzando gli occhietti ricordando quel viaggio a Parigi, sai, quello, quello finito con quel tizio/a che mi chiavò/chiavai in un alberghetto molto alternativo vicino al terzo arrondissement, come si chiamava? Lapo? Lapa? Luppolo? Guardate come ero felice e dietro di me si preparava la morte. I BataClans sono come la celebre “la fila coi panini davanti ai musei mi fa malinconia” e fanno davvero malinconia… minchioni da privare del voto e mettere in fonderia o fondere direttamente.

Ah Paulus… l’avessi saputo

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Siria, accordo Onu per evacuare
duemila jihadisti da Damasco

In base ad un accordo raggiunto con la mediazione dell’Onu, circa duemila jihadisti, compresi militanti dell’Isis e di Al Nusra, dovrebbero essere a breve evacuati, con 18 autobus, dal campo profughi palestinese di Yarmuk, in un sobborgo a sud di Damasco, dove si trovano assediati. Lo ha annunciato la televisione di Hezbollah in Libano. ripresa da media israeliani.
Secondo le informazioni – pubblicate da Ynet – diciotto autobus sono giunti nell’area di al Qadm, per caricare a bordo circa 1.500 miliziani e loro familiari dal campo profughi palestinese di Yarmuk e dalla vicina zona di Hajar al Aswad – una roccaforte dello Stato Islamico- e per trasferirli in altre zone sotto il controllo del Califfato e di altri gruppi radicali. Non è chiaro se gli autobus sono stati forniti dall’Onu o direttamente dall’esercito regolare siriano.

Ora sui libri di storia leggeremmo del trasporto della sesta armata tedesca da Stalingrado a Berlino via camion e sarebbero tutti libri in tedesco…

*il parallelo Isis Esercito tedesco è puramente di comodo, ovviamente ritengo quei quattro pecorai sgozzatori finanziati da noi paragonabili solo a esseri informi.