Tentazioni quotidiane

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Nella sua intervista sul quotidiano La Croix il soggetto vestito di bianco afferma, tra molte idiozie, eresie e nuove esortazioni a farci invadere e tanti saluti, che è in cammino per riaccogliere in seno quelli del Fraternità San Pio X

La Croix : Vous avez reçu, le 1er avril dernier, Mgr Bernard Fellay, supérieur général de la Fraternité sacerdotale Saint-Pie-X. La réintégration des lefebvristes dans l’Église est-elle de nouveau envisagée ?

Pape François : À Buenos Aires, j’ai toujours parlé avec eux. Ils me saluaient, me demandaient une bénédiction à genoux. Ils se disent catholiques. Ils aiment l’Église. Mgr Fellay est un homme avec qui on peut dialoguer. Ce n’est pas le cas d’autres éléments un peu étranges, comme Mgr Williamson, ou d’autres qui se sont radicalisés. Je pense, comme je l’avais formulé en Argentine, que ce sont des catholiques en chemin vers la pleine communion. Durant cette Année de la miséricorde, il m’a semblé que je devais autoriser leurs confesseurs à pardonner le péché d’avortement. Ils m’ont remercié de ce geste. Avant, Benoît XVI, qu’ils respectent beaucoup, avait libéralisé la messe selon le rite tridentin. On dialogue bien, on fait un bon travail.

Seriez-vous prêt à leur accorder un statut de prélature personnelle ?

Pape François : Ce serait une solution possible mais auparavant, il faut établir un accord fondamental avec eux. Le concile Vatican II a sa valeur. On avance lentement, avec patience.

Il boa argentino getta insomma il suo veleno nel tentativo di rompere il fronte, divide et impera (non a caso parla da un giornale francese), dando ad intendere che con Fellay si può trovare un accordo, basta “établir un accord fondamental avec eux. Le concile Vatican II a sa valeur“. Ovviamente da questo “accordo” verrà l’assorbimento e la morte della Fraternità che verrà blandita e poi stritolata. Accetteranno? Si spezzeranno? Rifiuteranno? Come dirlo. Io posso solo ricordare loro quanto scriveva San Pietro

Fratres: Sobrii estote, et vigilate: quia adversarius vester diabolus, tamquam leo rugiens circuit, quaerens quem devoret: cui resistite fortes in fide

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La dicono famiglia, ma c’è pure chi chiama carne quella che si mangia nei fast food….

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Le fisime “no papà e mammà, genitore 1 e genitore 2” le invocazioni di comuni di allevamento, le brontolate sulla famiglia che non deve essere famiglia perché la famiglia è brutta, si accumulano in piena contraddizione l’una con l’altra. Intanto proprio i gruppi sostenitori di “ah la famiglia, brutta roba la famiglia” hanno voluto una copia mal fatta del modello famigliare, vogliono infatti il matrimonio (magari pure in Chiesa e in abito bianco con velo per lui) vogliono l’adozione, vogliono l’utero in affitto per simulare che possano restare incinti o l’inseminazione artificiale per fingere che la compagna possa mettere incinta l’altra compagna, insomma si vuole una pantomima del matrimonio e la si vuole con l’idea proprio di quella famiglia del Mulino Bianco che tanto ha suscitato risate da lor signori. Facciano. E che volete che vi dica. D’altro canto che “basta con la famiglia” fosse sotto sotto una palla si evinceva dalla contraddizione interna: è propaganda di gente che, quasi nella totalità, ha avuto una famiglia e che, anzi, è pure attaccata alla propria famiglia. In compenso questi equilibrismi linguistici puzzano di stantio, sembrano quegli esperimenti fallimentari di certe comunità fricchetton-socialiste e, da ultimo, a certi tentativi post Rivoluzione d’Ottobre. Roba fallimentare appunto e che poi provocherà noia e che non avrà tutto questo impatto che piace propagandare, si veda il caso iberico:

(Nel 2014) I matrimoni tra persone dello stesso sesso sono stati 3.300 rispetto ai 158.425 matrimoni tra persone di sesso diverso. Quelli che sono avvenuti tra uomini e quelli avvenuti tra donne non divergono molto in quantità: nel 2014 le coppie omosessuali formate da uomini che si sono sposate sono state 1.709 rispetto alle 1.591 delle coppie formate da due donne. In Spagna, all’epoca dell’approvazione, il governo aveva pronosticato più di  250.000 matrimoni in 2 anni, per poi abbassare la stima a 100.000, in realtà nei 7 anni successivi all’approvazione sono stati poco più di 24.000. Il primo divorzio è avvenuto a un anno dall’approvazione della legge.
( dal sito  documentazione.info/ )
Intanto ci sono gonzi (come chiamarli diversamente) che si preparano a dire che l’attuale governo è il non plus ultra della bontà e dell’umanità (come è umano lei… diceva uno che probabilmente, seguendo le mode, tenterebbe pure una esperienza omo) in realtà non vi stanno dando nulla, solo corde più corte per fare quello che potete immaginare, ma sono intrecciate con nastri colorati così paiono belle e gioiose. Auguri e figli adottati, surrogati, infornati in ventri altrui (ah… la tratta delle schiave, ah il corpo della donna se non ora quando… ora appunto) in vitro, avanti con la vostra illusione famiglia Mulino Bianco, voi siete davvero la famiglia pubblicitaria, quella completamente falsa e artificiale e, come ogni pubblicità che si rispetti, avete pure la pretesa di essere la punta più elevata del modello che tentate di copiare…

Di satire e buffonerie

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Premessa generale: del comico e della opinione comune

Di questi tempi noto sempre più come i comici siano diventati una sorta di punto di riferimento politico. Non parlo di Grillo. Dico proprio i comici in piena attività, si citano le loro battute quasi fossero riflessioni di peso, si ricordano pezzi di monologhi, alcuni si spingono, in effetti, a fare dei comizi e punto, ad esempio la Guzzanti Sabina, da me sempre ritenuta non proprio una grande cima comica e certo inferiore al fratello (e al padre! sic…) con questo suo trucco e parrucco, i tic esasperati e una certa innegabile fissità dello sguardo ha portato avanti una comicità impegnata (o civile, come si suol dire… e la comicità civile è davvero stridente) che è sempre più parsa una sorta di tribuna politica monocratica dove la comica, dall’alto dello schermo e del più o meno elaborato impiastricciamento del volto, spara sentenze a nome d’altri dicendo, così pare intendere, di rivelare il vero messaggio del politico di turno. Si scomoda tradizione antichissima, si scomoda Aristofane, ma lasciamo stare, il paragone ci pare pure un po’ suicida perché l’abisso artistico è patente. Rimane il fatto che in questa epoca di comici candidati e candidati comici le battute di spirito, la satira, la vignetta vengono oramai ampiamente utilizzate e citate come punto di riferimento per il giudizio politico e umano sopra i personaggi in campo. A volte si dimentica che la comicità è comunque caricatura, se critichiamo le fattezze di un volto basandoci sulla caricatura andremo poco avanti.

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Il segreto d’un successo

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Più sento parlare i rappresentanti (votati e votanti) del M5S e più capisco che è un mix di tutto, c’è l’ottusità di certo veganesimo sciistico, l’ignoranza casereccia della Lega d’antan, il politburismo della vecchia guardia, il cazzeggio pseudoliberista alla Forza Italia, il baciapilismo con esenzione del Pd, la disinformacija interna esterna del glorioso blocco, il pressapochismo scolastico da 6 politico, l’andirivieni radicale, un certo squadrismo te ricordi me ricordo, il superomismo uno uno, il culto del capo che adesso può pure diventare il culto della salma, il gadgetismo da serie televisiva sul presidenzialismo made in Usa (presidenzialismo made in USA che oramai subisce, a sua volta, l’influenza della visione cinematografica), un certo “in galera” del dipietrismo-legaloide segaiolo del monetume capocciocraxiano, il moralismo sornione e con sorriso e buona la prima del veltronismo, il teoretico in potenza arraffa arraffa socialista sono appena arrivato e mi dite che il buffet chiude tra 5 minuti, il ghignarigno hitleriano post trionfale “quelli che ridevano di noi mo’ non ridono più”, l’inutilità vegetativa e d’accumulo di certe forze minori tipo i repubblicani, un verdismo nuovoenergismo taoista ayurvedico rettiliano che fa un po’ vecchi Verdi e un po’ nuovi Stronzi. Capisco il successo.

Kasper, un fantasma che si aggira per la navata

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«Tra pochi giorni (19 marzo) uscirà un documento di circa duecento pagine in cui Papa Francesco si esprimerà definitivamente sui temi della famiglia affrontati durante lo scorso sinodo e in particolare sulla partecipazione dei fedeli divorziati e risposati alla vita attiva della comunità cattolica. Questo sarà il primo passo di una riforma che farà voltare pagina alla Chiesa dopo 1700 anni».cardinale Walter Kasper

1700 anni. Cioè l’eresiarca trasteverino, per continuare a giocare al piccolo Che Guevara, vuole far voltare pagina alla Chiesa dopo 1700 anni. Prepariamoci alle stronzate in vista, immagino divorziati venite a me, poi tutte le famiglie sono famiglie in Chiesa (palla, fuori sì, ma in Chiesa un fico secco), magari pure una apertura delle cariche alle donne e, già che ci siamo, il matrimonio per gli ecclesiastici. Ovviamente il tutto sarà condito da elogi per l’eccelso destino di inseminatori dell’Europa dato a quelli che arrivano con il barcone (come già detto con orgasmo dall’eresiarca).

PS: papparsi 1700 anni significa buttare a mare tutto, Michelangelo compreso. Se c’è l’inferno (e uno a questo punto sempre se lo augura) Bergoglio sarà destinato come tappa culo di Satana nei periodi di diarrea (teeee guardaaa cosa scrive questo, teeee ma non ti vergogni? No, vaffanculo).