A dir la verità non c’è vergogna (dal Ciclo delle Maschere)

meneghino

A dir la verità non c’è vergogna

dunque senti un po’ quel che ti dico.

Tu in tutta sincerità sei una carogna

altro che caro e paterno amico.

 

E se ne hai a male a me certo non dispiace

perché del giusto sei bel che servito,

comodo comodo, sotto la brace,

Stupido, balordo e non pentito.

 

Di gente come te facile all’ungiada

d’improvviso, nella schiena, inaspettata,

è pieno il mondo come i campi di rugiada

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SCORRERIE

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Matthias Grunewald, La tentazione di Sant’Antonio (particolare)

Attendo

ai bordi di un fiume

in luoghi lontani

dove ogni corso ha venti sponde

e dove ogni santo alla fine si confessa

peccatore

 

Attendo

come un calice abbandonato

sopra un altare

dell’ultima chiesa del mondo,

una capanna affrescata

con la minuzia di chi non necessita

nome

 

E medito

dimentico e sussurro

sbirciando il cielo da un buco

che la mano d’un dio inerme

ha collocato, tra una trave e l’altra

mentre attorno tutto scorre

perdendosi

Già da piccolo volevo fare il Papa

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Già da piccolo volevo fare il Papa, sbiancavo l’abito con la farina, la mamma si incazzava e io “la madre del Papa deve rispettare la scelta del figlio”, lei si zittiva e mi rispettava, due giorni dopo mi faceva uscire dalla cantina ma sempre senza dire una parola. Negli anni la mia passione per diventare Papa è aumentata, ma non mi sono mai iscritto ad un seminario, io non credo nella strada facile, le regole non mi sono mai piaciute, officio messa in salotto, i paramenti li ho fregati in una parrocchia vicina, ho un amico sacrestano che mi passe le ostie consacrate: durante la messa ne fa sparire sempre 20 o 30, di solito non se ne accorgono, i fedeli sono pochi, ma a Natale venne fuori un casino e gli ultimi dovettero beccarsi una mentos con una spruzzata di acqua santa. Fu la volta che si scoprì che l’acqua santa e la coca cola light hanno una composizione chimica simile.