Essere pesanti (Louis Ferdinand Céline intervistato da Pierre Dumayet)

Celine-à-Meudon-photo-francois-Pages
Pierre Dumayet

Vorrei farle un’ultima domanda, lasciarle un’ultima parola. La moda in questo momento è sulla parola della fine, lei ha detto: le mie ultime parole, se le avessi ,sarebbero?

Louis-Ferdinand Céline

Vedo in questa marea di invettive, vedo per lo più gente che beve, mangia, dorme, insomma in quelle funzioni umane che sono tutte piuttosto volgari e direi che sono pesanti. Il loro spirito è pesante. Così mi pare per lo più … Non ha mai smesso di essere pesante. Ho notato, ho letto tanti versi, e più particolarmente del secolo XVII, quello cosiddetto galante .. . ne avrò trovati tre quattro buoni … su migliaia.

C’è ben poca leggerezza nell’uomo. È pesante, no! Ora poi è straordinario in pesantezza. A partire dalle auto, l’alcol, l’ambizione, la politica lo rendono pesante, ancora più pesante. Tutto quello che fa è estremamente pesante Vedremo forse un giorno la rivolta dello spirito contro il peso. Ma non è per domani. Al momento è pesante. Ecco allora che se dovessi morire, direi: erano pesanti. Oh, “erano cattivi perché erano pesanti”, non crede? Invidiosi di una certa leggerezza. Sono invidiosi come una donna che indossa un busto di tela verso una che non ne ha…con i merletti…come colui che ha un cavallo da tiro e non un purosangue. Invidiosi di essere pesanti. Tutto qui. Infermi. Pesano, sono infermi. La pesantezza li rende infermi. Quindi non ci si può fidare di loro, sono pronti a tutto. Oh sì, pronti a tutto. Pronti a uccidere. Per risvegliare la pesantezza bevono, e quando bevono, diventano come magli. È spaventoso, magli senza controllo. Aumentano il loro peso, invece di rendersi leggeri. Ah, non sono dalla parte di Ariele. Sono sempre più Caliban. Sempre di più …

(intervista televisiva del 17 luglio 1957, traduzione di Francesco Forlani)

Annunci

Boccalismi

jean-paul-sartre

“è là che un giorno, agli inizi del ’40, in piena Occupazione, ho visto Jean-Paul Sartre venire a chiedere a Louis di intercedere in suo favore con i tedeschi per poter mettere in scena a Parigi la sua piece Les Mouches. Louis si è rifiutato, gli ha detto di non aver alcun potere con i tedeschi. Era vero. Ma forse Sartre non gli ha creduto” (L. Destouches, Céline segreto, p. 41)

Il medesimo nauseante poi tenterà di far fare la pelle a Céline accusandolo di collaborazionsimo nel dopoguerra…