Ma dove credeva di andare Moresco?

Non abbiamo capito dove pensasse di andare Moresco. Davvero. Il suo articolo sulle pagine di Repubblica è una sorta di mea culpa che alla fine vuole essere un vestra culpa (editori, giudici, magari un po’ lettori) a fronte di una apertura estera (?)

Eppure, certo per mia inguaribile ingenuità, a 68 anni e dopo avere scritto tanti libri e dopo quello che sta iniziando a succedermi all’estero…

…Nella mia vita ho fatto ampiamente esperienza di questo rigetto da parte della società della cosmesi culturale

Continuo a non capire. I premi sono premi e ogni premio ha un funzionamento abbastanza visibile (e risibile). Sia la sagra di paese per il Suino più rigoglioso o il premio Croce Rossa BimbiMinkia i meccanismi di base non cambiano: un comitato, signore bene che si annoiano, ciao Cicci ciao Ciccio, quanto tempo, tartine, strette di mano, ti presento il mio “amico”, vieni a trovarmi a “casa mia”, ti saluta Pippolo, ti sfancula Mammolo. Borges parlando del premio grosso, quello con la N., aveva avuto modo di ricordare l’assurdo meccanismo geografico, assieme a questo vi è pure un meccanismo geo-politico.

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Dark Star (John Carpenter e Dan O’Bannon, 1974)

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Nel 1974 John Carpenter era un giovane regista non ancora noto al grande pubblico (ma già messosi in luce come co-autore del soggetto del cortometraggio The Resurrection of Broncho Bill, premio Oscar per la sceneggiatura 1970) e sarebbe rimasto così per alcuni anni fino al successo di Halloween (1978). Assieme ad un suo compagno di Università, Dan O’Bannon, decise di realizzare un film che avevano scritto quando erano ancora studenti. Si trattava di un soggetto di fantascienza, a carattere comico, con evidenti richiami sia al Kubrick di 2001 che a quello di Strangelove. Nacque così Dark Star.

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tumblr_njbwfhXOEW1r6ivyno1_1280Con un budget di 60.000 dollari Dark Star rappresenta il primo vero film professionale di Carpenter, pur essendo in origine un saggio girato in 16 millimetri e poi portato a 35 millimetri con aggiunta di scene e cambiamenti nella sceneggiatura. Carpenter a tal proposito non si è mai detto molto soddisfatto del risultato perché riteneva che si trattasse di un ottimo saggio studentesco mutato in un cattivo film.

dan-and-john(continua a leggere)

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Lo spirito italico: da una misteriosa battuta a Mr. Obamaaaaaaaaaaaa

Trovo casualmente questa gif animata

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Incuriosito cerco di capire cosa sia esattamente successo. Hitler trattiene a stento la risata, Ciano sorride, Goebbels e Himmler scoppiano fragorosamente, Hess mostra una ilarità piuttosto evidente. Vittorio Emanuele si gira con l’aria di chi non abbia apprezzato la caciara.

Poi trovo questa foto che è evidentemente della stessa giornata, stesso luogo, manca giusto Himmler che deve essersi spostato

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E allora tutto si spiega. Evidentemente Mussolini ha raccontanto una storiella, una barzelletta, un motto di spirito, probabilmente in tedesco. Il risultato è stato quello che vediamo ovvero un Vittorio Emanuele arcigno (sapeva il tedesco?) già scocciato sia dalle beghe precedenti alla visita di Hitler, sia per differenti concezioni (ed epoche) di cerimoniali ed etichette.

Così mi è venuto in mente il celebre Mr. Obamaaaaaaaa con richiamo a Berlusconi da parte di Elisabetta d’Inghilterra.  Senza volere fare paralleli politici (li troverei stupidi) certo si deve dire che un certo “spirito italico” si conserva intatto, con la differenza che almeno nel caso più antico si trattava di padroni di casa che intrattenevano ospiti, nell’altro si trattava di ospiti che facevano caciara attirando l’attenzione di altri ospiti, suscitando la contrarietà dell’unica padrona di casa.

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E dopo Papa Leone Magno

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MagnaA margine. Verissimo che il segnalare l’ipocrisia delle gerarchie ecclesiastiche è oramai come impallinare la croce (sic) rossa, ma non possiamo dimenticare le prediche del presente pontefice sul consumare meno cibo (a proposito della fame nel mondo), né il vademecum per i preti dove esortava alla morigeratezza anche in ambito alimentare. La silhouette pontificia lo addita a ipocrita quanto le sue parole.

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Frammento de “lo strano caso dell’ispettore Boldrini”

…a differenza di altri celebri personaggi dei noir l’ispettore Boldrini discrimina sul sesso della vittima: non accetta mai casi relativi a uomini. Questo però non dipende da un suo pregiudizio, ma solo dalla tecnica investigativa, raffinata in anni e anni di studi. L’ispettore Boldrini è in grado di stabilire aspetto, attività, desideri e le modalità del crimine semplicemente odorando le mutandine della vittima. Il capo della polizia, inizialmente incredulo, ha dovuto negli anni ricredersi davanti alle prove evidenti della validità del metodo dell’ispettore, in particolare durante il caso del bizzocco travestito, quando, armato delle sole mutandine della moglie del capo della polizia, Boldrini descrisse nei minimi dettagli i tratti salienti dell’esistenza della signora Luisa, dalla nascita ad oggi. Da allora nessuno si oppone alle scelte dell’ispettore e non si è più tentato di rifilargli casi che riguardassero vittime di sesso maschile. Un momento di crisi fu quello del caso della neomultimilionaria americana, sospettata di aver assassinato il marito petroliere, perché questa non portava mai biancheria intima, ma dopo diverse settimane di dubbio Boldrini trovò la soluzione e, grazie ad un mandato speciale del magistrato inquirente, potè obbligare l’americana a lasciarsi annusare le parti intime mentre un segretario annotava, parola per parola, le deduzioni dell’ispettore Boldrini…