Questioni del tempo: 25 aprile

Ogni anno diminuiscono i partigiani ed aumentano i coglioni

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Guardate i vostri giudici

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Guardate i vostri giudici

Che il tempo e l’occasione vi misero davanti

Ora sciocchi ora futili

Ora stupidi e ignoranti,

bestiali e suadenti

dai volti deturpati

o puri come diamanti

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Guardate i vostri giudici

Semplici e complessi

Ricchi di verbi o depressi

Nella mente e nel cuore

Gente accumulata dal tempo

Buona a tutto, a far onore

Al nulla d’ogni vostra azione

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Guardate i vostri giudici

Spazzati da qualche mano misteriosa

Profondi e superficiali

Laureati ed analfabeti

Con lo sguardo pieno di fatali

Pensieri, con i gesti discreti

Di chi accarezza bimbi o maiali

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Guardatevi dai vostri giudici

Cortei da funerali

dove il carro è cigolante e vecchio

ed il morto è nel cristallo

per guardarsi allo specchio

La politica De-Genere

Ah caspita, si candida la Clinton, ah caspita, la prima donna presidente, ah caspita… interessante, Obama era il primo presidente afroamericano (pur se questa definizione non era corretta per Obama), gli Stati Uniti insegnano come attraverso l’ipocrisia si possa dare una facciata nuova e fresca ad un edificio marcio. Con la scusa della prima donna presidente ti rifilano l’ennesima espressione di una oligarchia fatta dei soliti gruppi (I Kennedy, i Bush, i Clinton) dove i voti dei cittadini non contano assolutamente nulla, ma valgono gli accordi tra il lobbismo repubblicano o democratico (spesso coincidenti). Ma è la prima presidente donna, vuoi mettere?

Le cose destinate

Bramantino,_pietà,_04

Troppo m’è a noia a tal punto

questo scherzare perenne, il ridere

d’ogni idea eterna, d’ogni spunto

di riflessione, il vuoto a perdere

Pare che la regola sia lo sghignazzo,

misura dell’uomo e d’ogni cosa

e chi non s’accoda è preso per pazzo

o respinto e deriso senza posa

Ma se davvero l’anima mia si turbasse

a questo rincorrere di risa e occhiate

e al consenso incerto mirasse

con questa mano minchiate

farebbe allora ad ogni istante

e non le cose sue che le son destinate

E dopo Papa Leone Magno

papa Francesco Magna

MagnaA margine. Verissimo che il segnalare l’ipocrisia delle gerarchie ecclesiastiche è oramai come impallinare la croce (sic) rossa, ma non possiamo dimenticare le prediche del presente pontefice sul consumare meno cibo (a proposito della fame nel mondo), né il vademecum per i preti dove esortava alla morigeratezza anche in ambito alimentare. La silhouette pontificia lo addita a ipocrita quanto le sue parole.

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