RAI andata e ritorno

 

Nel 1978 i magnifici Panelli e Valori mostravano ironicamente cosa erano le televisioni private, una accozzaglia di programmini azzoppati, dove mezze svampite, amichette del padrone e finanziatore, si alternavano ad improbabili conduttrici. Il Palinsesto di queste reti locali era per forza di cose piuttosto ingenuo, telefonate del pubblico, dietologhe, l’immancabile gioco a premi di basso livello e lo spazio per i debuttanti che venivano a presentare la poesiola o la canzoncina, possibilmente con qualche lato boccaccesco.

Sarà solo una mia impressione ma adesso pare una parodia della attuale programmazione RAI. Mancano solo i tizi che si azzuffano perché all’epoca, anche sulle reti locali, non si usava.

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Patti chiari… Patty Pravo?

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Il Patto annunciato tra Franceschini e le principali televisioni italiane per promuovere la lettura è comparabile ad un patto con Cicciolina e Siffredi per promuovere la verginità. Dicono che “garantiranno promozioni di libri nei programmi” e cosa vuol mai dire? Secono qualcuno leggere delle porcherie è meno dannoso di non leggerle? La Televisione non dovrebbe fare un accordo con nulla. Hanno affossato molto e adesso devono svenderti libracci di amici degli amici degli amici di amici di amici degli amici.

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Grande Cuoco

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Propongo una trasmissione. Titolo: Grande Cuoco. In studio, come concorrenti, i “pezzi grossi” della cucina italiana.

Prima puntata

Stupitemi con i vostri piatti.

1h di tempo

Presentazione piatti.

Ogni piatto del genere “merda di mosca al centro e tanti fili di salsine a condimento del piattone bianco” vengono presi e buttati in faccia violentemente al cuoco, possibilmente provocando danni (denti rotti, tagli). Quelli che mi presentano un piatto come si deve, ovvero pieno e ricco e buono vincono il titolo Grande Cuoco della puntata: il titolo consente loro di tornarsene a casa.

Gli altri devono restare per le prossime puntate.