La dicono famiglia, ma c’è pure chi chiama carne quella che si mangia nei fast food….

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Le fisime “no papà e mammà, genitore 1 e genitore 2” le invocazioni di comuni di allevamento, le brontolate sulla famiglia che non deve essere famiglia perché la famiglia è brutta, si accumulano in piena contraddizione l’una con l’altra. Intanto proprio i gruppi sostenitori di “ah la famiglia, brutta roba la famiglia” hanno voluto una copia mal fatta del modello famigliare, vogliono infatti il matrimonio (magari pure in Chiesa e in abito bianco con velo per lui) vogliono l’adozione, vogliono l’utero in affitto per simulare che possano restare incinti o l’inseminazione artificiale per fingere che la compagna possa mettere incinta l’altra compagna, insomma si vuole una pantomima del matrimonio e la si vuole con l’idea proprio di quella famiglia del Mulino Bianco che tanto ha suscitato risate da lor signori. Facciano. E che volete che vi dica. D’altro canto che “basta con la famiglia” fosse sotto sotto una palla si evinceva dalla contraddizione interna: è propaganda di gente che, quasi nella totalità, ha avuto una famiglia e che, anzi, è pure attaccata alla propria famiglia. In compenso questi equilibrismi linguistici puzzano di stantio, sembrano quegli esperimenti fallimentari di certe comunità fricchetton-socialiste e, da ultimo, a certi tentativi post Rivoluzione d’Ottobre. Roba fallimentare appunto e che poi provocherà noia e che non avrà tutto questo impatto che piace propagandare, si veda il caso iberico:

(Nel 2014) I matrimoni tra persone dello stesso sesso sono stati 3.300 rispetto ai 158.425 matrimoni tra persone di sesso diverso. Quelli che sono avvenuti tra uomini e quelli avvenuti tra donne non divergono molto in quantità: nel 2014 le coppie omosessuali formate da uomini che si sono sposate sono state 1.709 rispetto alle 1.591 delle coppie formate da due donne. In Spagna, all’epoca dell’approvazione, il governo aveva pronosticato più di  250.000 matrimoni in 2 anni, per poi abbassare la stima a 100.000, in realtà nei 7 anni successivi all’approvazione sono stati poco più di 24.000. Il primo divorzio è avvenuto a un anno dall’approvazione della legge.
( dal sito  documentazione.info/ )
Intanto ci sono gonzi (come chiamarli diversamente) che si preparano a dire che l’attuale governo è il non plus ultra della bontà e dell’umanità (come è umano lei… diceva uno che probabilmente, seguendo le mode, tenterebbe pure una esperienza omo) in realtà non vi stanno dando nulla, solo corde più corte per fare quello che potete immaginare, ma sono intrecciate con nastri colorati così paiono belle e gioiose. Auguri e figli adottati, surrogati, infornati in ventri altrui (ah… la tratta delle schiave, ah il corpo della donna se non ora quando… ora appunto) in vitro, avanti con la vostra illusione famiglia Mulino Bianco, voi siete davvero la famiglia pubblicitaria, quella completamente falsa e artificiale e, come ogni pubblicità che si rispetti, avete pure la pretesa di essere la punta più elevata del modello che tentate di copiare…
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Non banalizziamo, i diritti, i diritti…

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Ieri c’era Augias che spargeva perle di saggezza dall’alto della sua “vecchitudine”, novello adepto al renzianesimo (prima era pure girotondino e prima ancora… lasciamo stare, ci verrebbe il torcicollo) chiosava alle proteste del Travaglio sopra la riforma della Costituzione (mica pizza e fichi) con un serafico: vedremo, non banalizziamo, guardiamo con calma. L’altro faceva notare, giustamente in tale occasione, che essendo gli artefici dei conclamati filibustieri c’era poco da aspettare e con fiducia. Non banalizziamo, diceva Augias. Io di Augias rimpiango solo Telefono Giallo perché era una trasmissione interessante e, un po’ per gioventù sua, un po’ per gioventù mia, la sua pedanteria in tale contesto risultava stemperata. Il predicatorio continuo (da quale pulpito… e stendiamo veli pietosi sopra recenti svelamenti) e questo suo fare da “ho una cultura che nemmeno”, quando tale cultura non vi è ed i suoi libri inchiesta lo dimostrano non l’ho mai potuto sopportare.

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