Archivio dell'autore: antoniosabino

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Sono lo stesso Antonio Sabino di gericononcade.splinder.com. Ho deciso che, per chiarezza, fosse bene aprire un secondo blog dedicato ad aspetti di "vita quotidiana", politica, attualità, società.

Accanimento

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Con certa gente far polemica equivale ad accanimento terapeutico…

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Boor asleep

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Adriaen Brouwer, A boor asleep

O divin cielo

che dobbiamo rimirare

lo sfacelo, lo sfacelo

e non ci dovremmo lamentare?

Di grazia or lo zotico

appena uscito dalla zolla

si pensa quamplus erotico

distinguendosi con la folla

e delle occupazion leggiadre

che per il mondo si disseminano

lui coccia la sua duramadre

rovinando il piccin encefalo

o raro assai frequente,

o raro onocefalo!

Omai non si discriminano

tra il bello ed il brutto

tra il valido e l’incapace

l’importante è al proprio rutto

dar nome di sapienza, al batrace

che si annida sotto il mascaro

negare l’insipienza, questo piace

avanzar in massa pagante

che solo si distingue

dal burin incespico

per averne date tante

di banconote. Tespico

sforzo crede, rimirare

la sua e altrui puzza

senza mai sospettare

che è solo la cocuzza

il portento artistico

di chi gliele spreme

dandogli del mistico

di chi gliela spilla

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Declini mediatici (2015-2016)

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(foto e notizia dal twitter di Matteo Angioli)

Dalla maria a Radio Maria

A margine. A quanto pare c’è chi pensa solo alle celebri anime, anime che oltretutto non pronunciano pentimenti e vanno dritte al santo subito. V’è chi ama la pompa Diaboli e riceve abbracci e baci ed esaltazione, autentiche Evite Però, Però non era mia amica la moglie di…, Però io non intendevo, Però io (segue bestemmione), a qualcuno, dicevo, piacciono le Evite Però che gli ricordano i Fasci del passato glorioso, passato à la page (prima), eau de dictature: coll’uso si deperisce la pazienza, peccato non poter far svanire con schiocco di dita e poi i 13, ah maledetti, i 13 che ti danno l’ansia e ti viene lo sciopòn

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Trattasi per la precisione di sciopòn scientifico, perché ad uso medico si evita l’estremo effetto del piantarti in faccia il Nome.

53.1. Pochi giorni dopo, mentre lavorava – gli premeva anche il lavoro – un tale si presentò alla porta e tirò la corda con la quale stava lavorando. Antonio, infatti, intrecciava ceste e le dava a quelli ce venivano a trovarlo in cambio di quanto gli portavano. 2. Si alzò e vide una bestia simile a un uomo fino alle cosce e simile a un asino nelle gambe e nei piedi. Antonio si limitò a fare il segno di croce e disse: « Sono servo di Cristo. Se sei stato inviato contro di me, eccomi ». 3. Ma la bestia se ne fuggì via con i suoi demoni con tanta furia che cadde e morì. La morte della bestia era la disfatta dei demoni. Facevano di tutto per cacciarlo dal deserto, ma non ci riuscirono. (Vita di Antonio, Atanasio da Alessandria)

Manco l’indossi, lo nascondi, meglio pastori, meglio buon pastori, quello che si mette addosso la pecora, insomma se ne ammanta

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Sia mai che la croce croce poi ustiona, se la incontri sii rapido, tipo 12 secondi

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12, 13 misteri dei numeri, poi tu cerchi magari di imbrogliare le carte, magari confondi il ruolo di primo dei servi con quello di incarnato e ti metti a creare nuovi apostoli, niet Trinità, niet Cristo, niet Crocifissione, meglio miscuglio religioso, mezze parole, mezze lune argentine, fosse che mai… no, no, Evite Però, MaLHtusalemmi con benedizione e un bel medaglione, pigliati il libro, rinfrescati, slappalo, tanto troverai roba che potevi dire pure tu, anzi, scommetti che l’avevi detta prima tu, in tanti anni alla banalità non si rinuncia. Poveri Malthusalemmi, povere Evite Però, poveri tiratori di corde e cordicelle, cordardi incistati tra le Mura, l’abito non fa il monaco e neppure il Papa…

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Dalla Vita di Antonio di Atanasio di Alessandria

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25.1. I demoni sono astuti e pronti a ricorrere a ogni inganno e ad assumere altre sembianze. Spesso fingono di cantare i salmi senza farsi vedere e citano le parole della Scrittura. 2. E a volte, quando leggiamo la Scrittura, subito come un’eco ripetono le parole che abbiamo lette; e spesso ci svegliano per farci pregare quando dormiamo e lo fanno continuamente, senza quasi permetterci di dormire. 3. Altre volte assumono le sembianze di monaci, fingono di parlare come uomini di fede per trarci in inganno mediante un aspetto simile al nostro, e poi trascinano dove vogliono le vittime dei loro inganni.

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4. Ma non bisogna prestar loro attenzione neppure quando ci svegliano per farci pregare o ci consigliano di non mangiare affatto, e neppure quando pretendono di accusarci e di rimproverarci per dei peccati di cui sono a conoscenza al pari di noi. Non fanno questo per amore di Dio o per amore della verità, ma per trascinare i semplici alla disperazione e affermare che l’ascesi è inutile; 5. per indurre gli uomini al disgusto per la vita solitaria, prospettandola come pesante e gravosa e per ostacolare chi così vive lottando contro di loro.

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26.1. Il profeta inviato dal Signore compiangeva i demoni quando diceva: Guai a colui che dà da bere al suo prossimo per indurlo a scoprire la sua vergogna. Tali raggiri e tali pensieri distolgono dalla via che conduce alla virtù. 2. Il Signore stesso, anche se i demoni dicevano la verità – e infatti dicevano il vero quando gridavano: Tu sei il figlio di Dio –, imponeva loro il silenzio 3. e impediva loro di parlare perché non avvenisse che, insieme alla verità, seminassero la loro perfidia, e per abituare anche noi a non prestare mai ascolto ai demoni, neanche quando sembra che dicano il vero.

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4. Abbiamo le Scritture e la libertà dataci dal Salvatore, non ci conviene ricevere ammaestramento dal diavolo che non fu capace di stare al proprio posto, ma passò da un modo di pensare all’altro. 5. Per questo il Signore, anche quando il demonio ripete parole delle Scritture, gli impedisce di parlare dicendo: Dio ha detto al peccatore: Perché enumeri i miei precetti e tieni sulla bocca il mio patto?

 

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6. Fanno di tutto e dicono qualsiasi cosa, si agitano, simulano, creano turbamento per trarre in inganno i semplici. Fanno baccano e frastuono, ridono sguaiatamente e sibilano, ma se non si presta loro attenzione, finiscono per piangere e lamentarsi come dei vinti.

(testo preso da http://www.monasterovirtuale.it/i-dottori-della-chiesa/s.-atanasio-vita-di-antonio.html )

(foto aggiunte da me)

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E Gesù rimproverò Pietro: mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini (dal sito Il Timone)

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Nel brano evangelico di Matteo (16,21-27) si narra del rimprovero che l’apostolo Pietro fece a Gesù, a causa della sua decisione di voler “andare a Gerusalemme e lì soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso per poi risorgere il terzo giorno”. “Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Nello stesso tempo l’Evangelista descrive la reazione di Gesù nei confronti di Pietro e di quanti nel corso dei secoli si comportano in egual maniera, cercando di deviare e mistificare le scelte per gli uomini. “Pietro, va’ dietro a me”; cammina dietro di me. Non sei tu che devi indicarmi la strada che devo percorrere per realizzare la volontà del Padre mio. Cerca piuttosto tu di metterti in sintonia con i pensieri di Dio che non sempre corrispondono a quelli degli uomini.

A questo punto è lecito chiedersi: i cristiani hanno sempre tenuto in considerazione questo rimprovero di Gesù a Pietro, cioè di seguire i suoi passi e non di ostacolare il percorso previsto da Dio? Di osservare i suoi insegnamenti e non di stravolgerli per accondiscendere alle mode del tempo?

1) Gesù ci ha insegnato che esiste il paradiso, quello che ha promesso al buon ladrone: “Oggi sarai con me in paradiso” (Lc 23,43), luogo dove le anime vivranno beate alla presenza di Dio; ma ci ha insegnato anche che esiste l’inferno, luogo creato “per il diavolo e i suoi seguaci” (Mt 25,41). Come mai oggi nella predicazione non si parla mai della possibilità per gli uomini che rifiutano consapevolmente Dio e le sue direttive, di divenire dannati per l’eternità ed espiare le pene dell’inferno? A cosa serve addolcire gli ammonimenti del Vangelo se non per ingannare e illudere quanti potrebbero invece prendere sul serio gli insegnamenti di Gesù?

2) Oggi nella predicazione si parla, con molta enfasi, solo della Misericordia di Dio, ignorando quasi volutamente la Giustizia con cui renderà a ciascuno il premio o il castigo secondo le proprie opere: “Il Figlio dell’uomo, verrà nella gloria del Padre suo con i suoi araldi e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere” (Mt 16,27; Rom. 2,6; 2Tm 4,14; Ap 22,12). Nella parabola del figlio prodigo (Lc. 15,11-24), non risulta che il padre sia uscito di casa a rincorrere il figlio ridotto in miseria per trascinarlo con la forza verso la casa paterna, ma che si mise in paziente attesa affinché il figlio si decidesse di ritornarvi. Non si capisce perché Dio debba obbligare gli uomini ad andare a vivere da Lui, dato che sono stati creati liberi di decidere il loro destino eterno. Tutti siamo chiamati alla vita eterna, ma tocca ad ognuno di noi aderirvi.

3) Gesù è venuto al mondo per indicarci, attraverso i suoi insegnamenti e la sua testimonianza, la strada da percorrere per riavere quell’immagine di Dio deturpata dalle scelte errate dei nostri progenitori all’origine dell’umanità. Il suo invito è: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48); “E siccome Colui che vi ha chiamati è santo – esorta san Pietro nella sua prima lettera – voi pure dovete essere santi in tutta la vostra condotta, come sta scritto: Sarete santi, perché io, il Signore, sono santo (1Pt 1,15). Non si capisce perché, oggi, nei confronti di una cultura omosessuale imperante e ossessionante la predicazione non solo tace, ma sembra quasi, che con quel “chi sono io per giudicare un gay…”, la giustifichi, quando invece san Paolo, di fronte a tale problema presente nella sua società non lascia spazio ad ambiguità: “Quelle donne che hanno cambiato il rapporto naturale in quello che è contro natura… e gli uomini pure che hanno abbandonato l’uso naturale della donna, commettendo turpitudini maschi con maschi, ricevendo in se stessi la mercede meritata del loro pervertimento, Dio li ha abbandonati.” (Rom 2,26-27). Il cardinale G. Biffi si domanda a proposito: Questa lettera di san Paolo “è una pagina del libro ispirato, che nessuna autorità terrena può costringere a censurare. E neppure ci è consentita, se vogliamo essere fedeli alla parola di Dio, la pusillanimità di passarla sotto silenzio per la preoccupazione di apparire non “politicamente corretti”. Domando in particolare ai teologi, ai biblisti e ai pastoralisti. Perché mai in questo clima di esaltazione quasi ossessiva della Sacra Scrittura il passo paolino Rom 1,21-32 non è mai citato da nessuno? Come mai non ci si preoccupa un po’ di più di farlo conoscere e ai credenti e ai non credenti, nonostante la sua evidente attualità? (“Memorie e disgressioni di un italiano cardinale”, di Giacomo Biffi Ed. Cantagalli p.610-612). Che sia chiaro. Gesù non ha giudicato la peccatrice adultera, però l’ha ammonita: “Va’, e d’ora in poi non peccare più” (Giov 8,11). È vero che nessuno di noi ha il diritto di giudicare un fratello gay, ma ha il dovere di ricordargli che è tenuto anche lui ad adeguarsi alla statura di Cristo, se intende vivere la fede cristiana (Ef 4,13). Se non lo si fa, gli si manca di carità.

4) Nel vangelo di Matteo si viene a conoscenza della disputa avvenuta tra Gesù e i farisei. Quest’ultimi sostenevano la validità del divorzio concesso da Mosè su richiesta del popolo, mentre Gesù ribadiva con forza che quella concessione fatta da Mosè fu semplicemente un abuso, concesso senza il volere divino. “Perciò io vi dico – ribadì -: chi rimanda la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio, e chi sposa la ripudiata commette adulterio. L’uomo non può dividere ciò che Dio ha unito” (Mt 19,1-9). Va fatto presente che Gesù si rivolgeva a una società che aveva legalizzato da tempo il divorzio, ritenuto quasi una concessione divina. Si rimane perplessi sentire ai nostri giorni un alto prelato dichiarare a un giornale tedesco che “È vero che Gesù ha dichiarato il dovere di non dividere quel che Dio ha unito, però è sempre possibile interpretare” (cfr. “Questo papa piace troppo” di Gnocchi & Palmaro,  Piemme. pag. 27). Cioè, secondo questo prelato, ai nostri giorni è possibile correggere una direttiva divina solo perché la gente manifesta con i fatti l’incapacità di osservarla. Lui, come Pietro ieri, si sente autorizzato a consigliare al Maestro divino quale strada si debba percorrere. Va ricordato a questo prelato che purtroppo, oggi, forse a causa della scarsa testimonianza data dai discepoli di Cristo, molti fedeli hanno preferito adeguarsi alla mentalità del mondo piuttosto che a quella di Dio. Pietro, forse per eccesso di amore, cercò di dissuadere il Signore dal compiere la sua vocazione, ma Gesù non tenne conto di questo sentimento e lo ammonì severamente, ordinandogli di mettersi dietro di Lui, cioè di attenersi alla volontà divina, a pensare secondo la mente di Dio e non secondo quella degli uomini.

A Dio non interessano le piazze ripiene di gente esaltata che grida unanime: “Osanna al figlio di David!” (cfr Mt 21,9). A Lui interessano dei figli che lo riconoscano come loro Padre divino e si rendano disponibili a compiere la sua volontà: “Non chi mi dice: “Signore, Signore!” entrerà nel regno dei cieli; ma solo colui che compirà la volontà del Padre mio, che è nei cieli” (Mt 7,21). Dopo aver rimproverato Pietro, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. La dottrina di Cristo non la si interpreta, caro prelato, ma la si carica sulle proprie spalle e, con essa, ci si incammina dietro a Cristo, nostro Signore.

                                                                                                            Padre Basilio Martin

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Accordo per l’umanità

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Facciamo un accordo. Per il bene dell’umanità, dei bimbi, dei cervelli, del pueblo, togliamo dagli scaffali tutti i libri di autori che abbiano fatto mostra, in privato o in pubblico, di razzismo, omofobia, odio, xenofobia, violenza fisica e psicologica, disprezzo della vita altrui, insomma di tutto quello che rientra nel catalogo del “non si pensa, non si dice, non si scrive”. Poi questi libri li fate avere a me e io li custodirò in casa (ovviamente mi dovete fornire una grande abitazione) come sacerdote guardiano, in una ala del palazzo conserverò le prime edizioni. Dovreste ovviamente eliminare anche tutte le citazioni di questi autori dal webbbb.
Alcuni dei vantaggi

1) Io mi potrei godere prime edizioni di Rimbaud, Pound e T. S. Eliot

2) Svanirebbero molti di questi programmini/pagine della frase del giorno che provocano confusione sociale: tipo burinazzi fatti e finiti che ti citano Ariosto Ludovico, Salvatore di Giacomo e Giovanni Papini. Resterebbero giusto buoni sentimenti e, spesso, autori adeguati ai burinazzi suddetti (che casualità!)

3) Riduzione drastica della marea di saggi copia e incolla scolastici.

4) Tanto spazio per nuovi poeti di merda, nuovi prosatori di merda, nuovi pensatori di merda, nuovi editorialisti di merda e poi vuoi mettere la facilità di scrivere quando hai a disposizione già l’elenco definitivo di temi e toni?

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Errori in crescendo

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Molti problemi del mondo nascono da una frase che è pure menzognera: il candidato esprima la sua opinione.
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Dj Francesco

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Brevità occasionali e 3 Brevità non occasionali

Black Bear (Ursus americanus) cub sitting in the grass

Le brevità occasionali hanno una scadenza breve, riguardano fatti precisi e dunque sono destinate a perdersi, le 3 non Occasionali sono inserite in questa serie perché scaturite dagli eventi di questi giorni, ma hanno comunque un valore generale.

 

A 48 ore dal referendum l’interesse per l’ecologia sui social networkssss è sceso del 80%

 

Nuova categoria: e io che sono venuto dal Belucistan apposta per votare! E io che avevo due interventi al cuore e sette al fegato e nonostante questo sono venuto a votare per voi!?

Preghiamo.
Morti in crocetta per i nostri peccati e senza Quorum

Amen.
Fate tutto voi e vi dite pure bravi. Ai maschi dico solo: levatevi una costola.

 

Citano tutti Benigni e il votare blah blah… ma qualcuno ha la foto di Benigni al seggio ieri?

 

Partono con Trivella tua Sorella finiscono con Noi siamo quelli Puri. Pellegrini nell’anno del Giubileo.

 

3 Brevità non occasionali

Però almeno ho capito da chi i politici hanno preso il vizio di dire che hanno vinto pure quando hanno perso: dagli elettori.

 

Fate un bel respiro. Se iniziate a seguire tipi che dicono “quelli non si svegliano, si devono svegliare” siete in una fottuta setta… una fottuta setta che pretende di essere la parte buona del Paese (che per antonomasia è sempre quella morta, non perché fosse buona ma perché i morti sono sempre buoni)

 

Tra pensanti e pesanti è solo questione di una lettera

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Dal Canzoniere di Padre Savonarolla: Si ci avite rotto il Quorum

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(Padre Savonarolla ha lasciato volumi e volumi di prediche, ma non ha neppure disdegnato le poesie morali. Trascriviamo da uno dei volumi che compongono il canzoniere di questo uomo santissimo e preclaro)

 

Si ci avite rotto il Quorum

trivelliamo vostra Sorella

Si ci avite rotto il Quorum

trivelliamo vostra Sorella

 

Penitenziagite Penitenziagite

Ci avite rotto il quorum, tutti all’inferno senza passare ni mmanco pe nu bagno

Si ci vi scappa qualcosa la dovrete fare tutti addosso

siccome colonna stilita

Si ci vi viene la bisogna la dovrete fare tutta in sul pellame

siccome conciatoria umana

Ci avite rotto il Quorum in mezzo al petto

e l’anima se ne è scappata in alto,

siccome flatulenza pestilenzievole

E penzare che iddio vi aveva dato lo strumento

per cacciare lo dimonio nell’inferno di pece e petrolio

E penzare che l’altissimo vi aveva dato lo stocco

per punzare lo diavolo e inchiodarlo poi al tavolo

bashta, bashta,

da oggi in poi penitenzia

sette preghiere e sette voti

e si vi siete astenuti

tutti in piazza a saltellare

nello cerchio dello fuoco bello

che la fiamma è gaudiosa e rubizza

e ogne panno in piazza se strizza

che la fiamma è dolcevole e santa

e ognuno se la suona e se la canta

 

Si ci avite rotto il Quorum

trivelliamo vostra Sorella

Si ci avite rotto il Quorum

trivelliamo vostra Sorella

 

 

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