Io sogno

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Io sogno musei virtuali, grandi schermi luminosi dove scorrono le immagini ad altissima definizione, magnifici e lisci specchi, splendide arcate dove compare ora un volto, ora una mano, ora un dito, superfici tattili dove ti pare di sentire l’increspatura microscopica del colore d’un Raffaello o i crostoni a rilievo d’un Van Gogh, stupefacenti bombardamenti sonori e visuali, ipnotiche ricostruzioni in tre dimensioni, biografie condensate, una ditata ed ecco i documenti, altra ditata ed ecco le foto dell’artista con la famiglia, due dita ed ecco l’ingrandimento del frammentino, sogno tutto questo e le masse felici in fila, le masse che corrono a vedere, toccare, leccare, annusare e i musei tradizionali vuoti, così che io possa vedere con calma dipinti, statue e ogni altra cosa, senza sorbirmi file con i panini, guide che dicono stronzate, gentaglia che si raggruma davanti ai pezzi forti e parole, parole, parole…

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Sullo Stato dello Stato, quando è Stato e come è Stato… ignora l’arte e mettila da parte.

an_antique_dealers_gallery-largeFrans Francken il Giovane

Tanto è basso il grado della cura di chi ci governa per le cose antiche e tanto è lo spregio dei loro scrigni detti musei ch’ogni italiano, colto dalle profonde ferite, toto corde si precipita a scriverne, con lagna e alte grida, per tutto codesto orbe intelato, e così ad andare per molti musei ci si trova spesso soli giacché, a differenza di noi scriteriati e dimentichi di tutti questi orrori, il gran numero delle genti non trova tempo di frequentare le molte e molte stanze perché perderebbe la novella bega e si asterrebbe dal rintuzzare a forza di rimbrotti lo Stato traditore.