MERCANTI DI FUMO SI SCONTRANO ovvero Diprè VS Bonito Oliva

Lo scontro Bonito Oliva – Diprè è l’antica lotta tra due esponenti della medesima religione. Gli adepti ai quali i due malcapitati si rivolgono sono praticamente gli stessi, variano nell’aspetto i luoghi e la forma, ma poco più. Se Bonito Oliva propaganda le sue croste dalla suite di un hotel, Diprè si riduce al salottino sgangherato della nonna, se Bonito Oliva darà a pagamento una mezz’ora di notorietà al peracottaro di turno e, a forza di invasione del mercato, riuscirà a trovare chi sia tanto fesso da sborsare soldi per quella paccottiglia abbacinato da “quotazioni” e cataloghi, Diprè fornirà un quarto d’ora di fama e accalappierà qualche incauto inebetito dalla televisione. Per Diprè il guadagno principale è forse nel fare leva sulla stupida convinzione dell’italiano medio che tutti si è artisti (declinato in questo caso a scultura, pittura e così andando) che tutti si è destinati a far mostre e dar mostra del proprio talento. Per Bonito Oliva il guadagno viene sia da questo, sia da un mercanteggiare più vasto con una rete nazionale e internazionale di suoi simili e infine dal far leva sulla convizione dell’italiano medio di capire cosa sia arte e di fare “utili” investimenti. Dipré non presenterà croste con tanto di bollino (pensiamo ad uno Schifano, impiastrone che un’ampia opera di saturazione del mercato a suon di grancassa ha portato a cifre al di là dell’assurdo) ma spesso le sue croste sono pari a quelle del Bonito Oliva. Se questo secondo presentasse i quadracci presentati dal primo maree di gonzi accorrerebbero a prenotare e a mettersi in salotto l’ennesimo vomito sopra tela.

A fare i caghetti intellettualoidi, quelli da ditino alzato e vocina flebile, staremmo ora ad elogiare Oliva, mentre in cuor nostro non ci riusciamo, entrambi sono fautori di rincoglionimento e di distruzione dell’arte, entrambi affamano i pochi reali artisti per una produzione in serie che non vale un fico secco. Quella pittura modernissima che è come il dollaro e la borsa: non pagate oggetti o capacità concrete e visibili, pagate titoli ed evanescenti quotazioni di mercato. Allora viva Diprè che, con il suo modo sbrindellato, il suo parlare risibile (ma se ascoltaste Bonito Oliva sentireste un italiano raffazzonato alla medesima maniera) ci mostra quanto sia nudo il re, se l’altro ci vende piscio in una lattina Coca Cola, Diprè ce lo offre in un misero bicchierino di plastica e ci dice subito: guardate che è piscio. Liberi di trangugiarlo e pagarlo fior di quattrini.

2 pensieri su “MERCANTI DI FUMO SI SCONTRANO ovvero Diprè VS Bonito Oliva

  1. Li odio entrambi ma è vero che entrambi sono il prodotto di una paese che ha voltato le spalle al suo passato e alla vera arte, paese pieno di bifolchi arricchiti che hanno messo da parte l’arte senza nemmeno averla imparata, che saranno anche padroni di buttar via il loro denaro come più gli aggrada ma che nel gonfiare questa bolla speculativa della paccottiglia contemporanea hanno tolto ossigeno alla cultura e all’anima di quello che una volta era un popolo che di arte e bellezza viveva. Sull’ arte di Schifano in particolare, sia pace all’anima sua, mi verrebbe da fare fin troppo facili e triviali.giochini di parole col suo cognome. La pop art in generale mi fa semplicemente orrore.

  2. Capisco il vostro odio, cara donna Turquoise, almeno smettessero di dichiarare che amano l’arte, si tratta di mercato, mercato puro e semplice, si compra oro, titoli di aziende e croste prodotte in serie, con il marchio della fondazione (in Italia il marchio della fondazione, per legge, certifica l’autenticità, anche se l’opera è manifestamente falsa e posteriore) il compratore investe, si mette in casa una cosa inguardabile sperando di poterla rivendere tra 10 anni, poi ci sono pure gli allocchi che li comprano convinti di avere in casa qualcosa di bello (dopo che gli è stato spiegato bene) o che amano le espressioni di estrema mediocrità perché anche loro danno due spennellate alla domenica, ogni tanto alla tela, ogni tanto alla ringhiera, stessi colori, stessa tecnica.

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