Scadenzario festivo (nr. 9): i solidali

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Sono la macrocategoria dove potremmo mettere un po’ di Bataclans e un po’ di Anti-mafia. I solidali non mettono neppure una ciabatta se non hanno in testa che il frammento di unghia del loro pollicione è destinato a solidarizzare con i poveri figli di quarto letto della tribù dei wakaputanga schiavizzati dalla Ford nel 1922 e ridotti alla fame dallo sbalzo termico del 2 dicembre 2003. I solidali si muovono per il mondo sollevati dal pallone areostatico della loro vanagloria e ti faranno sapere quanto solidarizzano con tutti, magari tenteranno pure di solidarizzare con te!

  • Uno o due zollette?
  • Non posso che appoggiare la causa blah blah blah

Ecco, vedetevi di appoggiarvi dove non c’è una balaustra.

 

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L’incivile solidarietà italiana ovvero di come tutto finisca a burletta purchè si magni

Quasthoff e Bocelli, due esempi di come le cose funzionino malissimo da una parte (la nostra) e bene dall’altra (Germania). Entrambi affetti da menomazioni fisiche, quelle che oramai, con un sottile gusto sadico da presa per i fondelli, si definiscono differenti abilità riferibili a soggetti diversamente abili, entrambi in attività (o quasi, Quasthoff si è ritirato da poco) nel mondo della lirica, l’uno un baritono di notevole finezza e capacità interpretative, l’altro un tenoraccio leggero sgraziato, sboccato e insulso.

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