La tragedia di un ateo anticlericale

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Appena nato
venne battezzato
Crescendo s’accorse
d’essere stato fregato
e incazzato trascorse
il tempo. Assetato
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di giustizia e di vendetta
disse alla Chiesa “v’aspetta
la mia battaglia infinita
e la vostra vecchia canzonetta
vi ficcherò con queste dita,
soffocati da questa polpetta
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voi tutti infine davvero sarete,
abbasso la croce, abbasso il prete
abbasso lo stato confessionale!
E un giorno, oh sì, poi vedrete!”
Così combattè quel sommo male
affannandosi le ore più liete,
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Proteste, Sit In, manifestazioni,
“via i preti dai maledetti cojoni”
Ad ogni trionfo nuova battaglia
propaganda, manifesti, elezioni
“che ci si liberi da questa gentaglia
non avrete pace, né concessioni”
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Ma poi arrivaron quelli
quelli da fuori e bel belli
i politici si inchinarono
ai nuovi, freschi, ribelli,
in nome d’amor baciarono
gli abiti strani. Gemelli
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si dissero di questi i cardinali,
i Papi gridaron “tutti uguali
davanti al buon Dio siamo
e quei che rifiutan son maiali,
figli indegni del nostro Adamo,
cattivi, istigatori di passati mali
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se non volete il nostro decalogo
ecco, pigliate, la copia. Dialogo
è necessario e tanto rispetto
celebrare il libro, è analogo!
così come le feste di precetto
e le norme: ecco il catalogo”.
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Appena nato
venne battezzato,
invecchiando s’accorse
d’essere stato fregato
e incazzato accorse
al suo giorno fissato