Letture curiose: C. Lombroso, il ciclismo nel delitto, La Coda di Paglia, Milano 2013

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In un paese crivellato da tasse come l’Italia, è naturale che anche questo strumento ne sia colpito coll’accompagnamento delle noie che sono sempre da noi aggiunte quale buona derrata ai pagamenti: e tale è appunto l’applicazione di un bollo speciale che si imprime sulla bicicletta con un anello metallico al momento del versamento della tassa e senza cui non ne è permessa la circolazione. Ma ecco che un forestiero entra da paesi più felici dove non si sogna di tassare, bollare ogni cosa; egli non ha lo sciagurato anello né il bollo; e vien subito multato e ben inteso arrestato se s’impenna a rifiutarvisi. Ma non basta: qualche volta un ciclista, cadendo, schiaccia il bollo, e la guardia municipale, zelante più che intelligente, incaricata di queste tasse, trova che vi ha tentativo di guasto al bollo, di falso, ecc. e non solo vi sequestra il biciclo, ma vi inizia un processo.

da Cesare Lombroso, Il Ciclismo nel Delitto, 1902

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