Dal Blog Terre Impervie -4/07/2013- L’ipocrisia vi renderà schiavi – pampas, papati e pappe (riscaldate) molli

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Louis de Rouvroy de Saint Simon narrava nelle sue Memoires che durante l’assedio di Namur, dopo un controllo attento casa per casa, venne fuori che gli unici scoperti a nascondere grandi quantitativi di polvere da sparo, in cantina, fossero i Gesuiti. Il duca non faceva particolari commenti alla notizia, chi leggeva questo passaggio, d’altro canto, non ne aveva bisogno: la pericolosità e l’infingardia dei Gesuiti era già fatto notorio, non è un caso che il loro superiore fosse il “Papa nero”. A forza di fare pastette l’ordine di codesti cavillosi preti nerissimi è riuscito a farsi dapprima sbattere fuori dall’ecumene e poi rientrare dalla finestra giungendo infine a mettere un loro rappresentante sul soglio di Pietro.

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Non capiamo se la nostra sia una natura del bastian contrario o se sia che il precetto del pensare male ci è sempre parso vitale quanto il bene vixit qui bene latuit… sappiamo solo che mentre le folle smisurate raggiungevano l’apice del piacere tra una cartolina e una immaginetta del nuovo pontefice, sciogliendosi in giaculatorie di ringraziamento a Iddio l’altissimo che, indaffarato com’è, aveva avuto il tempo di scegliere prima un tedesco, poi disdire l’ordine e scambiarlo con un argentino (il servizio di soddisfatti o rimborsati divino funziona davvero), il tutto infondendo grazia e spirito tra i “conclavisti”, noi miserrimi si drizzava le orecchie e si sputava in petto come Diotima prevedendo che se il predecessore si era rivelato, a pochi mesi dal principio del mandato, una mammoletta, costui si sarebbe rivelato un ipocrita di prima maniera. Ipocrita perché tutta la modestia di codesto mondo non si adatta a chi scala tutti i gradi di un cursus honorum dove la Grazia è poco presente davvero, trascurando scale dorate celesti, fino alla sommità delle sommità umane. L’aspetto da docile pastore, semplice e bonario, è una rappresentazione che già abbiamo imparato a non credere, in fondo Giovanni XXIII era un diplomatico raffinato, poi amava darsi l’aria del contadinotto bergamasco. Questo è un gioco di immagini che Benedetto XVI non aveva appreso, abituato a manovrare dalle biblioteche, a fare il teologo, si è presentato in quanto tale fracassando miseramente. Paolo VI era mediaticamente scarso, Giovanni Paolo I più furbo forse di quanto si credesse e poi è come quei morti giovani, lasciano belle speranze e non fanno a tempo a dare delusioni (ai tanti, dico), Giovanni Paolo II un marpione, l’attuale è un ipocrita a 24 carati.

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Avviso ai Naviganti, non si tratta di un fotomontaggio, questi lecca lecca esistono

sono in commercio (non dico la ditta) ed il bello è che si chiamano: Lecca lecca Papa Boys con “Papa Francesco”.

Presenzialista come pochi, ammaestra le pecorelle con discorsini terra terra, autentiche perline colorate e, sommo orrore, pare proprio riscuotere un vastissimo successo, insomma il livello medio è tanto basso che il pochissimo appare perfetto e le piazze si riempiono… l’ipocrisia di questo pontefice è tale da voler confondere (apposta… oppure si tratta di sfoggio di debordante ignoranza?) quello che è la simbologia papale, ori, pietre e tessuti compresi, con la semplicità della persona. Un essere umano con un minimo di raziocinio e intelligenza è in grado di scindere il ruolo e i simboli del suo ruolo dalla persona, ma questo pontefice no, vivendo per il consenso di giornalisti e stampa e, di conseguenza, del popolino inebetito, ecco che rifiuta di vivere nelle stanze papali, rifiuta certe vesti, rifiuta l’oro, spacciandosi per un poverello. Sappiamo di papi che della frugalità avevano fatto esempio all’interno delle stanze vaticane, digiunando e vivendo modestamente, eppure facendo sfoggio di tutti i loro simboli più luminosi, direte “paccottiglia”, no, secolare simbologia, rappresentazione di un fatto rituale e dunque religioso, uno è libero di rifiutarla, ma se pretendi di essere il padrone del vapore devi tenere il macchinario in perfetto stato altrimenti nisba. Una delle ultime uscite è sulla sua assenza ad uno dei concerti annuali in vaticano, ufficialmente rifiutava in quanto “non è un principe rinascimentale”, è vero, infatti è un buzzurro rifatto e sospettiamo pure ignorantello, probabilmente ha pensato “che noia… musica classica per ore” e si è rifugiato nella scenetta del rifiuto di Cesare della corona, continuando però a fare il Papa e così dopo un Papa pusillanime che ha rinunciato, un Papa ipocrita che ci rappresenta la scenetta della verginella che dice di no, a voce, ma ci segue dietro le frasche. D’altro canto pare apprezzi solo il tango, dunque potremmo dire che è un tànghero tanghèro.

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Adesso si prepara l’ennesima buffonata mediatica di questo Santo ante sepulcrum, Lampedusa, visita privatissima… talmente privata che da una settimana ci viene ricordata, giorno dopo giorno, talmente privata da possedere già il programma completo con tanto di orari: lancio corona 9.30, sbarco 10 etc…, talmente privata da sospettare pure che si stia pensando di fare uno spettacolino per l’occasione: a Lampedusa si è diffusa la voce che “sarebbe fantastico se arrivasse un barcone mentre c’è il Pontefice” e allora noi, sospettosissimi per nostra natura, già immaginiamo i servizi fotografici, il tizio vestito di bianco (quello di una tradizionale barzelletta ambientata, coincidenze della vita, nelle sue zone -cercatela-) e sullo sfondo lo sgangherato barcone in avvicinamento e il pontefice che accoglie i derelitti. Ora facesse il bel gesto e se li prendesse in Vaticano, Stato dove l’accesso è vietatissimo, figuriamoci residenze o soggiorni. Immagino che la buffonata papale servirà a rinfocolare le pazzie della Kyenge della “abolizione del reato di clandestino” e “ius soli” a raffica, tanto per far conquistare il premio guinness come nazione che svende (o tira alle ortiche) la cittadinanza e la legalità, a membro di segugio, secondo la nostra tradizione che è sempre fatta (vedi carceri) non di un piano a lungo termine e sensato, ma di emergenze e soluzione estreme, prima un disinteresse totale e poi tana liberi tutti. Alla faccia della polveriera di Namur.

PS: nel caso ci si illudesse sullo Ior vorrei ricordare che è prassi consolidata, da parte dei Papi quali capi di governo, di falcidiare nei primi mesi i resti lasciati dai successori, cambiare le teste al comando, lo stesso Benedetto XVI aveva fatto opera in tal senso con i lasciti di Giovanni Paolo II, questo compie altrettanto puntando oltretutto al bottino grosso, se pensate che lo faccia per la bontà d’animo e per il bene della umanità….

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