Willy Wanka e la fabbrica dei corpi: Stalag 22%

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Come ha recentemente ricordato in un incisivo articolo nel suo blog Donna Turquoise, nei giorni scorsi c’è stato l’incontro tra i due Ministri (o Ministre per accontentare la Boldrini, o Minestre per accontetare la Knorr) Giannini e Wanka, a capo dei Ministeri italiani e tedeschi della Istruzione. Tweedledum e Tweedledee hanno mostrato molti punti di contatto, in particolare la Giannini ha sottolineato quanto l’Italia guardi alla Germania in ogni ambito. Le due gemelle ministre hanno deciso di ricordare come il desueto modello della famiglia vecchio stile (tipo padre-madre-figli-nonni) sia da considerarsi Kaputt

Non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi. La flessibilità induce le persone a spostarsi individualmente, il modello di famiglia a cui siamo abituati, che rappresenta stabilità e certezze, non esisterà più

In nome di una flessibilità che deve essere portata in ogni settore, ad ogni grado di inclinazione. Secondo il modello statunitense.

Dobbiamo tendere sempre più verso un modello americano, in cui la flessibilità, che è sinonimo di precariato, è la base di tutto il sistema economico

Insomma la solita storiella che un giorno lustri le scarpe, due settimane dopo vendi i giornali, 1 anno dopo costruisci grattacieli, poi apri una fabbrica di aspiravolveri e alla fine sei Presidente degli Stati Uniti e bombardi chi ti pare. I famosi pezzettini di sogno americano. Questo ovviamente significa buttare a mare il concetto di specializzazione e, non sia mai, quella anticaglia detta artigianato, sapete, uno si forma a bottega, migliora, apre bottega e via così… meglio essere flessibili, elastici, rimbalzanti e, se in acqua, galleggiare.

In effetti la Giannini (quella che poi vantava primati non proprio italiani) ricorda che il nostro modello è troppo vecchio, troppo basato sui classici, bisogna svecchiare, più twitter, più new economy, più bunga bunga. Le cose devono essere talmente rapide che tra inizio e fine c’è giusto il tempo di una condanna.

Ma non facciamo vili attacchi ad personam (ops… latino). Meglio proseguire con il balletto di Tweedledum e Tweedledee. Il modello si diceva è la Germania (e gli Stati Uniti). In effetti la Giannini ci dice che

L’Italia sta attuando le riforme sul mercato del lavoro che la Germania ha attuato oltre 10 anni fa con il governo Schroeder. Ci stiamo rimettendo al passo coi tempi e stiamo eliminando i nostri punti deboli

Oh finalmente, svecchiare, rottamare, via il vecchiume, digitale, open space, up to date, fuck yourself, roba buona, roba tutta sniff and touch. Basta con gli enti, i mangiasoldi, queste cose che fanno vergogna, le cooperative, le associazioni, tutte le zecche che sono a danno dello Stato. Giusto. Bene. Bravi. Bis. Perché intende questo con i punti deboli, vero?

La Wanka spiega subito dopo l’esito delle riforme Schroeder e ci illumina sui punti deboli

In dieci anni la popolazione tedesca si è ridotta del 22 per cento. L’unico settore in cui la produttività è diminuita è quello dei figli

Tralasciamo questo fare molto germanico della produttività figli e la sfumatura Lebensborn. 22% in meno. 22% in meno di tedeschi, mica ricotte, caramelle o associazioni. 22% di crani, corpi, +22% di fosse o urne piene e non parlo di elezioni. La popolazione tedesca all’epoca della seconda guerra mondiale (39-45) era di 78.000.000. A fine guerra mancavano all’appello, tra soldati e civili, 7 418 000. In percentuale il 9,5. Ora il Ministro Wanka Wonka ci dice che in 10 anni la Germania ha perso il 22% della popolazione. Ovviamente a compensare dovrebbe esserci il centro della nuova chiesa Bergogliana: il Migrantesimo

A me interessa il dato della riduzione della popolazione. Come si ottiene? Semplice invecchiamento e scomparsa delle spinte vitali? O c’è un attento programma. La risposta a parere mio è la seconda ed il programma è, in parte, denunciato dalle stesse due gemelle.

In dieci anni la popolazione tedesca si è ridotta del 22 per cento. L’unico settore in cui la produttività è diminuita è quello dei figli

L’Italia sta attuando le riforme sul mercato del lavoro che la Germania ha attuato oltre 10 anni fa con il governo Schroeder. Ci stiamo rimettendo al passo coi tempi e stiamo eliminando i nostri punti deboli

E cosa significa. Flessibilità ovviamente, prima di tutto, se tu sei precario non fai famiglia, se non fai famiglia non hai probabilmente figli, senza figli ci si estingue. Curiosamente gli Stati invece di risolvere invertendo la rotta potenziano il precariato e importano IMMIGRATI, attuando quello che, dicano pure no no no, è un progetto di sostituzione etnica che nel caso italiano ha poi proporzioni abnormi e gestite, al solito, da peracottari. Ma l’eliminazione dei punti deboli, il 22% tedesco, si ottiene anche attraverso più raffinate decisioni, infatti c’è sempre il rischio che, pur a fatica, almeno un paio di figli si facciano e che insomma i punti deboli (straccioni, bassa manovalanza, non incriccati, non ricconi) restino in vita e non si levino dai coglioni (Kartoffen). E cosa ci si inventa allora? Tagli alla sanità, tagli agli esami gratuiti, tagli ai farmaci gratuiti se non con sostitutivi meno efficaci, pensioni da fame, riduzione della qualità alimentare, riduzione della qualità generale e così, magicamente…

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In sintesi. Adolf Hitler nella fase finale della guerra, sempre più paranoico e sempre più rinchiuso nel suo bunker, gridava che era giusto che i tedeschi perissero assieme a lui perché non avevano mostrato forza vitale bastevole a vincere la guerra. La forza vitale è senza dubbio scemata dall’Europa (certe Nazioni un po’ più zuzzurellone non se ne accorgono, ma comunque), Cioran, in Utopia e Storia chiosava correttamente che la democrazia come è intesa da noi è qualcosa che necessita, per una totale applicazione, una estrema, totale assenza di slancio vitale. L’Europa è arrivata al capolinea, i politici sono sia colpevoli sia espressione di un mondo oramai votato al suicidio, sono degli accelleranti, ma è una reazione chimica che è già insita nel corpo oramai putrescente europeo, un corpo saturo di nulla. Si è abbandonato il concetto di Nazione (tranne che per questioni prettamente calcistiche e di litigi commerciali) si è abbandonato il concetto di Famiglia, si è abbandonato il concetto di Sacro, si è abbandonato il concetto di Arte e  Artigianato. Oramai sembriamo quei repubblichini che accendevano stufe con pacchi di inutili banconote della RSI. D’altro canto il nostro naturale processo di rincoglionimento ha fornito la base ad una classe politica desiderosa di molto denaro (quello che poi si brucia) e di una collocazione stabile per le loro piccole dinastie, in realtà stanno segando il ramo sul quale restano appesi, dal disastro finale ne verranno fuori salvi i soliti 5 o 6, non nominati, praticamente ignoti, che non faranno altro che godersi lo spettacolo dalle loro ville esclusive in luoghi blindati, gli altri si distingueranno per giorno di esecuzione. Per parte mia voglio solo salire il patibolo con l’idea di non avere preso parte a questa marea di stronzate, di bugie, di imbrogli e furti che ci costellano, a queste grida di “solidali” faine, a queste bestie che trovano questioni sociali minime o inesistenti per non vedere i problemi gravi e, forse, irrisolvibili (togliamo il forse). A queste bestie che amano ricoprire il loro volto deturpato con le tante maschere: solidali, antirazzisti, antiomofobi, vegani intransigenti, ventenni partigiani, anarchici statali, anticlericali in tonaca, fluidi, progender, prolgbtpfhadekasdfhj, ecumenici ogni dio vale tanto uguale, promigrrrranti, islamofilici, culturafobici, per la fame nel mondo, per il culo del vicino, per il riso del bambino, per il pianto del babbuino, per la barba del fagiano, per l’amore talebano, a tutta questa marmaglia esperta di Bian Lian e dal volto butterato e dall’animo che sa di fogna intasata dico: non mi vedrete sotto le vostre bandiere.

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