E dopo la lezione di stile gli asini ragliano

Portrait-of-Count-Semyon-Vorontsov

Leggo che si stigmatizza l’aspetto propagandistico del concerto di Palmira. Gergiev (improvvidamente definito da alcuni un direttore amico di Putin… come se fosse giusto amico di Putin e non un grossissimo calibro della direzione attuale) avrebbe solo fatto uno sfoggio di potenza culturale pro-russia e pro-Putin.

Che il concerto di Palmira sia anche propaganda non c’è bisogno che vengano a raccontarlo i beoti del giornalismo nostrano ed estero. Tutto è propaganda, signori miei, tutto, ma resta la differenza di Stile tra un impero che si blasona del titolo di Democrazia che scarica sopra Cuba, come una discarica abusiva, il peggio e il trito di una non cultura: Rolling Stones, crociere, sfilate modaiole. E una Nazione che porta un monumento di quello che è prima di tutto la Musica, poi la Cultura e poi l’Occidente: BACH. E sì Gergiev non è certo Anti Putin, pare sia pure suo amico, e dunque? Obama passa gli anni a circondarsi di ridicoli buffoni di corte che a parte l’essere FAMOSI (?) non danno spesso mostra di eccelse abilità o capacità, ma quelli sono amici dei buoni, questi amici dei cattivi. Sì, il concerto di Pamira è propaganda e tutto è propaganda, come pure l’ISIS ci ha abituati giornalmente, ma c’è propaganda ben fatta e basata sopra cose solide e c’è propaganda basata su sbavature, merda e prediche. Bach non è una predica e a Palmira, come non dubitavo, è perfettamente in tono, perché tra grandi ci si capisce anche a distanza di secoli. I cubani hanno assistito ad un carico di merda rovesciato sulla loro isola, avranno intuito che si apprestano a spolparli quasi quanto Castro? Non lo sappiamo. Comunque tuonino quanto vogliono, resta solo il fatto che a quanto pare ai Russi è destinato il compito di ultimo scrigno, prezioso come una chiesa ortodossa, della Cultura reale. A noi, colonia di un impero economico (e nulla più oramai), il ruolo di copie delle copie, come è d’altro canto oramai la nostra vita fatta di zero manifattura e tanta robaccia copia della copia, ma la copia spesso perde qualcosa di sostanziale dell’originale: l’anima.

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