L’Alba dei Morti Viventi (Parte 1) ovvero Non di solo Quorum vive l’uomo

Oggi è la distesa del “oh popol bruto” “vi meritate etc… etc…” e vien da ridere forte perché ‘sti beoti pensano di fare parte di qualche strana setta che, sotterranea, in questi anni o è stata tenuta lontana dal seggio o ha subito furti e manomissioni delle schede. I politici sono espressione del popolo. Vero. Politici mediocri = popoli mediocri. Verissimo. Infatti la recente mania referendaria è stata ulteriore dimostrazione. Si è investito in un mare di propaganda internettiana ridicola, straparlando di momento fondamentale, di ultima salvezza, baluardo, ah la natura, la natura… tutte fanfaluche, gente che si sposta per prima in auto per andare a cagare, ma deve fare la predica a quelli che “non vanno” pensiamo sempre a cacare, lo spirito di corpo che invocano è proprio escrementizio, c’è poco da fare. Votare è una volgarità, una volgarità da regime plebiscitario, il referendum prevede il quorum proprio perché non c’è obbligo in nessun caso di andare a far quel segnetto che NON CAMBIA NULLA. Devo farvi l’elenco? Ma capiamo che questa parte mediocre della popolazione, mediocre, si intenda bene, come il resto, debba crearsi il balocco del loro elitario mondo fatto di lotte (a parole) di infatuazioni (settimanali) e di prediche (quotidiane). Ebbene cari miei, in questi giorni avete dato il peggio del peggio e se è pur vero che il mondo è vario e che per tutto c’è il suo opposto e che, sia detto forte, è buono e giusto che uno non sia né coerente né granitico, avete tanto stomacato (e oggi pure persistendo con i lamenti) da spingermi a dirvi globalmente: Va a ciàpal indò l’ha ciàpa i oche.

Si, Siori e Siore, mi rivolgo a voi che ora insultate e vi descriverò brevemente: voi statali anarchici combattenti della retroguardia avanguardisti conservativi atei papisti ecologisti inquinanti dei miei stivali, voi che invocate le anime nobili di padri ridicoli, che mi citate i pensieri profondi di Gabanelli e Gabibbi o che preparate le vostre campagnette pseudonazionali come anticamera delle vostre campagnette locali. Il vostro arraffio arriva alle mie orecchie, pur se tento di blandirle con cose più interessanti, ieri mi arrivavano gli ultimi rigurgiti di “noi italiani,  per Regeni, per i Marò, per i partigiani” ne avete dette di tutti i colori, avete pure proclamato che se passava il Sì si salvavano mari e coste… prima di tutto mari e coste le ammazzate mettendovi in millemila con il culo a galleggio o scambiando il mare per il luogo dove potete sgocciolare il vostro lerciume, secondariamente se dite sul serio siete fessi, se raccontate la palla siete truffatori. Ora piangete lacrime in attesa di vedere a quale politico dovrete affidarvi come clienti, alle prossime comunali e poi alle Nazionali, crogiolatevi nel caldo tepore (culo di gallina) del “noi siamo i pochi prodi che andarono a combattere il dragone”, non avete combattuto un cazzo, il dragone se ne frega, potevate pure arrivare al 80% di quorum, tutti Sì e non cambiava nulla, ma capisco che, evidentemente in assenza di qualcosa di più interessante o di qualche reale capacità, la politica ed i suoi derivati di scolo siano l’unico ambiente dove crescere economicamente. Il referendum è un’arma smussata come le elezioni, il fastidio dei reggenti era perché si vuole sempre dare segnali di forza, in particolare alle correnti interne ai partiti, o davvero credete che con un Sì quelli si spaventavano… ma con quale piena siete scesi a valle?

  Dunque cari i miei anarchici statali che invocherete da oggi il depennamento di chi non vota o magari inizierete con la solfa “se non votate non vi lamentate” come se a votare non foste collusi, comunque vadano le cose, andate avanti tranquilli con i vostri pulpiti, le vostre lamentele verso uno Stato che rimane sempre uguale, i vostri predicozzi quotidiani, il vostro grido contro la popolazione ignorante (ringraziatela questa popolazione, fossero intelligenti vi prenderebbero a pedate tra i denti! Non lascerebbero spazio al primo analfabeta di ritorno con laurea perché possa sbracciarsi, tra associazioni, fondazioni, partitini e liste civiche) ripetete felici “io, tra i pochi” perché lo sappiamo tutti che la cosa più difficile per l’uomo è accettare di non essere nulla di particolare…. buone illusioni, ora ricordatemi le frasi celebri di vivi e morti e affidatevi ai soliti pupazzi nazionalpopolari (il duo Bergoglio-Boldrini), voi dall’afflato civico…e non vi dico quanto sente di fogna. Deponete il vostro disco rotto del “comunque sia si deve votare”, non si deve nulla o quasi nulla al mondo, eccetto morire, quello si deve e forse è l’unico esempio di reale democrazia applicata…

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