Di De Luca, piccolezze letterarie e piccolezze umane

Se il reato di De Luca è di opinione (non ho seguito neppure minimamente il caso) sono certo contrario alla sua condanna. Per parte mia però non si devono distinguere opinioni e opinioni, uno dovrebbe poter sostenere quello che gli pare, pure le peggio cose, e non ricevere condanne per avere detto questo o quello. Mi pare però che come al solito molti dei “difensori” delle opinioni di De Luca siano poi i primi a gridare alla denuncia per opinioni che vanno contro alle loro idee o che risultano loro rivoltanti. Si arrivasse a un bel accordo e si vivesse in una Nazione senza stronzate come il reato di “vilipendio alle Istituzioni” o le accuse di fomentare odi etc… niente reati di opinione. Io tento (ma è difficile) di non farmi influenzare da come valuti umanamente/artisticamente una persona, dunque dico che se il reato di De Luca è di opinione De Luca andrebbe tolto dal processo, pur se è un pavone, uno scrittore oramai inesistente che scrive pensierini da baci perugina e libricini che vengono stiracchiati per farli apparire romanzi brevi, pure se è un gigione che si atteggia a profeta sceso dalla montagna, De Luca non andrebbe condannato e, da lettore (pure di De Luca, altrimenti come mi facevo una opinione?) dico non dategli in mano il tormentone retorico de “le mie prigioni” o non ce ne liberiamo più, sarebbe per lui una sorta di resurrezione editoriale (solo editoriale, la vena è prosciugata). Se c’è dell’altro allora il discorso è diverso, ma come ho scritto non mi sono interessato del caso

Un pensiero su “Di De Luca, piccolezze letterarie e piccolezze umane

  1. Mi sembra caro don Anto’ che molti di noi nel nostro piccolo ormai sperimentiamo spesso la sgradevole sensazione che le nostre parole potrebbe essere usate contro di noi, e che forse è meglio tacere una volta di più. Si è diffuso un clima censorio, in tutti gli ambienti. Anche io non conosco bene la vicenda di De Luca ma ho colto una cosa che mi pare dia da pensare: secondo l’accusa le parole di De Luca sarebbero ancora più condannabili data la notorietà e la maggiore influenza sul pubblico di chi le ha pronunciate. E dove va a finire allora, se è così, il principio di uguaglianza davanti alla legge? Concordo con voi che un artista è certamente più colpevole di essere diventato banale e sovrastimato, come certamente è nel caso in questione, che delle parole che può aver pronunciato.

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