DAL VIAGGIO IN ITALIA DI JOHANN SEUME o SULLA BESTEMMIA

Oleszkiewicz_Morning_Prayer_ool_2013_54x20-large

Marci Oleskiewicz, Preghiera del mattino, 2013

Venni dunque a sapere che era una specie di revisore delle imposte di Palermo, che viaggiava per regio servizio. I siciliani sono bonari e curiosi; nel primo quarto d’ora a furia di candide domande finiscono per farti vuotare il sacco. Io non trovai ragione di celarmi, sicché il signor revisore a un certo punto venne a sapere, lì a tavola, dietro sua domanda, che ero eretico. Per lo spavento lasciò cadere forchetta e coltello, e mi fissò come se già mi vedesse bruciare all’inferno, poi continuò l’interrogatorio intorno alla nostra religione, di cui gli dissi il meno possibile e con maggiore cautela. Il mio uomo era sposato nella capitale, aveva a casa tre figli e, secondo la sua aperta confessione, durante i suoi viaggi non poteva fare a meno, appena gli era possibile, di passare la notte con una ragazza. Del resto bestemmiava e diceva oscenità in latino e in italiano come un marinaio, ma non poteva assolutamente concepire che non si credesse al papa e che si potesse vivere senza frati. Non gli mancava un certo buonsenso e una parvenza di cultura, ma un po’ per scherzo e un po’ sul serio invocava il giudizio divino su di noi tutti “siete tutti minchioni, siete come le bestie”. E questa chiamiamola logica! Ma di tal logica ve n’è ancora tanta nel mondo e nel jure canonico, civili et publico, che ci viene venduta per moneta sonante.

— 

J. G. Seume, L’Italia a piedi (1802), Lettera  XXII

 

 

A parte i tanti tratti ancora tipici dell’italiano e dell’italiano cattolico, continuo a trovare curioso come sempre più insistentemente il bestemmiare sia sentito come segno di opposizione alla religione mentre ai miei occhi appare quasi uno dei simboli di più schietta e profonda adesione, tratto che è tipicissimo dell’uomo religioso e credente, dato che, a logica, l’insultare un essere che si pensa inesistente è tanto folle quando lodarlo, e così la percezione e l’uso che vedo sempre più fare della bestemmia, quasi sprezzo o sassata all’edificio ideale della Chiesa, mi pare quasi un cortocircuito logico dei nostri tempi. Non vi è nulla di più religioso, direi, di un bestemmiatore, una lode la si innalza con il dubbio e con l’atteggiamento, un po’ miserando, della scommessa di Pascal, la bestemmia è un confronto, un assalto, nasce insomma dalla certezza granitica che dall’altra parte ci sia qualcuno e che quel qualcuno abbia caratteristiche tali da cogliere e subire il nostro insulto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...