TENGO FAMIGLIA

Tirare fuori dagli armadi l’insensata paccotiglia

che decenni e decenni armati ci hanno affidato

perché la si portasse, eredità meschina, nel malnato

secolo che già è in ambasce: il dono del tengo famiglia.

.

Si ruba senza pausa e si ritorna a rubare, deruba

l’asinello il bambinello, la cassetta l’elemosiniere alla vigilia.

Chè non vuoi mangiare? Chè ai miei figli darò una carruba?

Chè non vuoi, memento manicare, ricordar che tengo familia?

.

E si dissemina il cammino di eroi mancati, vicini alla santitade

di quello che avrebbero potuto fare, di quello che avrebbero potuto dire,

ma gli tocca nicchiare e il loro eroismo deve prendere altre strade

più sotterranee, più nascoste, più mimetiche, da imbosco a mai finire.

.

Non è che proprio ti adagi sullo scorrere invariato, è che ti siedi

e tracciato un percorso nella sabbia ami giocare pupo con la biglia

e se esistesse ancora il boia tu gli faresti, modestamente, da tirapiedi

e alla prima protesta tu, sborghesizzando: amici miei, tengo famiglia

.

Se rubi il pane

perché non hai di che vivere

e in galera vuoi andare

e questo e quello

e non c’è niente da fare

Io ti porgo una ringhiera

un balcone dove l’aurora vermiglia

ma se intraprendi a sonnecchiare

in bugigattoli ben riscaldati

a malmenare due poveri bistrattati

Cojoni

che giusto a grattarsi

son diventati buoni

con la scusa del “tengo famiglia”

ecco che intraprendo

il cammino dello sputazzo

al tuo onore che svendo

nel mercato dello schiamazzo.

                .

Se ti becco a titillare perché assai ti vale

con il ciglio aggrottato di chiunque ti somiglia

il grugno grasso e bavoso di un bel maiale

giustificandoti che in fondo tu tieni famiglia

.

Ti dico che me ne fotto

dei santi sacramenti

che potresti d’un botto

scodellarmi davanti

.

I Santi stessi quella rogna

non ti vorrebbero togliere

e se non si avvicinano e non lo sai cogliere

te lo dico io il perché: provano vergogna

.

Ed è vessillo comodo e di partito

usare a dare addosso al mondo intero

ma zitto zitto, muto muto, fare lo stesso sentiero

perché ne hai tanto e tanto di quell’appetito

.

Ed è bandiera comoda e di associazione

di nuclei di uomini falsamente casuali

che hanno colto tutti assieme l’occasione

per dare, loro porci, agli altri dei maiali

.

Forse è del primo uomo, di quello che dalla fanghiglia

primigenia se ne è sbucato fuori

e che ha assaggiato una fettina di dolori

di profferire a mano alzata: Signori, tengo famiglia

.

E allora rimani con il piede fesso

ben piantato in mezzo alla mota

ma riconosci almeno che fesso

sei anche tu e vota e svota

e impreca in chiesa (ma non ne esci),

della tua fase di protesta mai cresci.

.

Per il resto è tutto già scritto

fino a quando avrai chiuso le ciglia

ogni giorno non varierà il vitto.

sei da manuale: un tengo famiglia.

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