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Sono lo stesso Antonio Sabino di gericononcade.splinder.com. Ho deciso che, per chiarezza, fosse bene aprire un secondo blog dedicato ad aspetti di "vita quotidiana", politica, attualità, società.

Settimana prossima riparto (brevi amenità)

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Le vacanze, tornare in famiglia ed in Italia per una settimana, apri un giornale e ti imbatti nel nome di una compagna di scuola… l’avevi ereditata dai “coscritti” della annata anteriore alla tua, a forza di ingraziarsi alcuni capetti della classe riuscì a conquistare il poco sudato diploma… poi il silenzio, dopo andò in una notissima, carissima e inutilissima università privata e ne venne fuori con una tesi tra le più ridicole (ma tanto quella università è una nota fabbrica di laureati in serie). Oggi la ritrovi sfogliando un giornale e scopri che è capolista alle europee… la settimana prossima riparto

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Sospetti

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Sospetto che quella certa libertà di scrivere e dire quel che a ognuno pare, libertà solitamente scambiata per il segno del crollo di ogni censura e la venuta del paraclito, un mondo dove c’è tutto concesso perché infine trionfano non sappiamo quali buoni spiriti, sia in realtà il segno che nessuno legge o ascolta davvero quello che gli altri dicono. Ci sono delle baruffe, a certe parole, certi termini sono come degli spilli che scatenano gazzarra, ma anche in questo caso non si può andare oltre a quei termini scatenanti, il resto delle frasi attorno si perdono irrimediabilmente. Certo, in realtà c’è censura, a partire dallo scrivente che sente come una cappa sulla sua anima e cumuli di decenni e decenni di massime della buona morale, di manuali di vincitori e vinti, di mercatini dei vocaboli usati, a questo si aggiunge il docile e pieghevole mondo dei gazzettieri un tanto a parola, si pregiano di piegarsi agli ordini ministeriali, e così se questo o quel funzionario tira una riga, annerendo un turacciolo al fuoco, sopra quattro o cinque parole, eccoli che solerti loro espellono dal vocabolario ufficiale queste reiette, mandate al confino a tempo indeterminato.

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Salinger non pubblica

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I postumi della gloria sono inevitabili incubi di mal di testa e terrore, sembrava molto buono mentre ne trangugiavi ad ampi sorsi e boccate, ma dopo resta la confusione di non sapere dove sei e perché ci sei arrivato. Leggo che hanno scovato una marea di lavori inediti di Salinger, diversi romanzi, racconti, un libro di filosofia e, pare, il seguito del giovane Holden, evviva o no? Il terrore di essere arrivati in cima, quando tutto pare che ti debba giungere tra le mani e le speranze si accumulano, poi iniziano a scivolare via, già vedi alcune nubi che ti minacciano da lontano, quasi additandoti. Tu scrivi, ti ritiri, ma continui a scrivere, le pagine si accumulano e non pubblichi nulla, eppure ogni editore oramai si getterebbe ai tuoi piedi, tutto è in discesa, ma non demordi e archivi, scrivi e archivi, forse è una assicurazione finanziaria per chi ti era vicino, forse il semplice vizio della scrittura, forse è uno sforzo di guardarsi allo specchio per vedere ancora se il tuo volto è rimasto intatto. Non si capisce. Non è comprensibile, non lo è oggi, oggi chiunque tenta di pubblicare qualsiasi cosa, le case editrici pasteggiano a forza di “programmi per la autopubblicazione”, fosse anche per dare la tua versione della caponata certo hai quel plico di carte che prima o poi, appena troverai l’editore adatto, pubblicherai svelando al mondo cosa si stava perdendo. Oggi pare incredibile, Salinger non ha pubblicato, niente, dal 1965 ha smesso, difficile immaginarsi che abbia seguito dibattiti sulla sua persona, inchieste o interrogativi. Si è rinchiuso, dal 1980 non lo vedeva quasi più nessuno, e così si è perso “grandi cose” nel mondo, si è perso un gruppo di tizi che ha fondato una scuola di scrittura, si è perso un noto tuttologo che ha sputato la stronzata giovanilistica, épater la bourgeoisie (ovvero sorprendersi… altro caso evidente di chi si guarda allo specchio e vuole la conferma di non aver cambiato fisionomia) mischiando cose distinte, si è perso tanti concorsi dove si ricerca spasmodicamente due categorie di scrittori:

  • quelli che la pensano come noi

  • quelli che pagano la quota di iscrizione

Salinger si è sottratto al mondo, ha scritto quotidianamente, pare, ma non ha pubblicato più nulla, molti si sono interrogati, in fondo, si dice, lo scrittore scrive per un pubblico. Può essere, sinceramente non ci ho mai capito molto di queste riflessioni, c’è però la possibilità, ad esempio, che uno scrittore esaurisca fiducia ed interesse verso questo pubblico, dopo avere fatto esperienza di come sia, come reagisca e come la pensi. Non necessariamente tutti gli esseri umani gioiscono e stimano sulla base di un consenso. C’è anche la possibilità che uno non scriva per il pubblico o scriva e pubblichi solo perché le bollette incombono, il droghiere incalza, il salumiere borbotta, poi un giorno raggiunge una solidità e non trova più necessaria questa buriana… per me l’idea di pubblicare, dico pubblicare in forma vera e propria, qualcosa di completo, complesso, è una sorta di spauracchio e centro di attrazione, da una parte è come uno sprone a raccogliere quelle dannate carte sparse e completarle, ho dei racconti, ma troppo pochi per una raccolta, ho dei progetti, ma non completi, luoghi dove pubblicare racconti singoli o mezzi romanzi non ne conosco, e così mi faccio forza e raccolgo le forze in vista di “pubblicare” queste cose, perché? Penso per denaro. In realtà io ho dei libri già pubblicati, non sotto il nome Antonio Sabino, ho dei libri e hanno perfino venduto (accidenti?!) ma per diverse ragioni a me non è venuto un fico secco da questi volumi. I miei volumi sono diffusi, vengono citati, ma a me non è venuto nulla, neppure un centesimo e non campo di onore, non  sento l’onore più di pochi minuti. Mi devono ogni tanto esortare, incoraggiare quasi, ricordarmi che è una bella cosa essere stati pubblicati, non avere tirato fuori un centesimo per vedere il proprio lavoro riconosciuto, nero su bianco, da una casa editrice di tutto rispetto, ma io continuo a non vedere l’onore e sul perché questo o quello sia pubblicato io non lo so, varrà quello che ho scritto oppure sarà un gioco di finanziamenti pubblici, non ne ho idea. Questi lavori sono degni, questo sì, non avrei sopportato di mandare in stampa cose fatte senza impegno, mi sono costati anni di fatica, ho sudato e parecchio sopra quelle pagine, pubblicare è qualcosa infine, ma non sono del regno delle anime elette, o si è solitari o si è ben messi di famiglia, e un minimo di riconoscimento “sonante” mi avrebbe fatto piacere più del sapere che sono menzionato o che ho ricevuto ottime recensioni. Non mi riescono i discorsi elevati, il pubblico non lo scegli, non hai veri contatti con lui, di fatto è composto da persone che incontrerai qualche attimo nella tua esistenza. Così vorrei pubblicare anche le altre cose che ho tra le mani, vedermi riconosciuto un compenso, vorrei poter arrivare ad un punto per cui mi fosse possibile chiudere fuori il mondo e scrivere, se mi viene voglia, senza più mostrare. Una sola cosa rimarrebbe da decidere, queste cose andrebbero infine rivelate? Le dovrei lasciare in vista o ordinare di farne un bel falò? A gente che ci ha provato in passato non è andata bene, quello che avevano decretato per la fiamma è rimasto vivo e vegeto, altri hanno risolto nell’unico modo possibile, gettando con le loro stesse mani tutto quanto nel fuoco. Molti si interrogano, addetti ai lavori e non, sul perché della scelta di Salinger, io continuo a chiedermi cosa vi sia di strano…

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MINIME – OPERAIO LEGGIADRO

Operaio che leggiadro sopra il tetto vai
una mia prece al tuo orecchio arriverà
di non martellare non ti chiederò mai
ma almeno non cantare più Riderà.
Saranno passati almeno due gioni buoni
e ancor con quella canzone mi scassi i coglioni

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IL VERO VALORE

2XE_4567Lorenzo Lotto, Polittico di Recanati, particolare

Quando quelli che credettero in te più non saranno

solo allora penserai al tuo reale valore

e così sentirai aggiungersi danno a danno

come ad una ferita il rinnovarsi del dolore

                                   –

Giudicherai con più chiarezza quanto sia malanno

all’animo dell’uomo di vagheggiare il clamore,

le false luci, i falsi suoni, porteranno

i pensieri nuove prove e crescerà per te il disonore

                             –

Di aver disperso il tempo a te concesso

in battute di caccia prive di fortuna

quasi che non fosse un gioco a impallinare te stesso

                            –

Di aver creduto montagna una traballante duna

e di cogliere l’universo nel suo complesso

mentre in una pozza occhieggiavi la luna

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Riflettere (Frammento della prima parte della Trilogia)

marchande_de_fleurs_a_londre-largeJules Bastien-Lepage, Marchande de Fleurs a Londre, 1882

Quanta è la gente che confonde il riflettere con il pensare e crede che sia solo una lieve sfumatura a dare questo o quel nome, e che la riflessione sia giusto un pensiero che ricade sopra la propria stessa natura, quasi non filtrasse il nostro corpo perché opaco e inattraversabile. Non è così, in queste lunghi pomeriggi, rinchiuso nella semioscurità del mio mondo sono giunto infine a cogliere la sostanza di quella che ha il diritto di essere chiamata riflessione: essa è una visione ribaltata del procedere comune, del quotidiano, alla tesi imperante contrapporre un volto girato, un cambio di verso e senso; rifletti il tuo volto, guarda le tue cicatrici e ogni tua espressione allo specchio, vedrai qualcosa che è opposto al tuo banale quotidiano, riconoscerai l’opposto di chi è uso al tuo aspetto e così riflettere sarà stravolgere fino alle più estreme conseguenze il vivere comune, il pensiero dal volto immutabile, tu sei lo specchio, tu sei la spada, scindi d’un colpo netto uomini e cose e restituisci ogni significato al suo luogo e poi rovescia la cesta e spargi ogni cosa al suolo.

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Stato d’emergenza

the_wise_and_foolish_virgins-largeEleanor Fortescue Brickdale, The Wise and Foolish Virgins, s. d.

Uno Stato che agisce quando vi è solo lo stato d’emergenza non è Stato e non vi è mai stato e quando vi sarà soluzione non vi sarà Stato, perché se si agisce sull’onda dell’emozione (non si interrompe un’emozione diceva uno e poi gli hanno pure fregato la frase) allora in che stato è lo Stato, come è stato e come non è stato, noi non lo sapremo mai, perché in che stato versano le condizioni di uno Stato che è Stato, ma è anche stato quello che dicono che sia stato, ma che sia stato Stato noi non siamo certi. Agendo sull’emergenza dovrà poi agire sull’emergenza della conseguenza che sarà conseguenza dell’emergenza, in uno stato di cose dove non tutto emerge e non tutto sprofonda, mentre lo Stato ci ricorda quello che è stato e quello che sarà e noi, a conti fatti, iniziamo a credere che sia uno Stato d’emergenza.

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In attesa di santità

Falso pollice morbido

Settimana scorsa mi è caduta un’ asse di legno sui piedi, non mi sono rotto nulla, ma ora entrambe le unghie degli alluci sono annerite dal sangue. Ho passato il fine settimana a pensarci e ho deciso, dico che sono stigmate, un angelo si è appolaiato sulla mensola dei libri, nel tinello, e mi ha donato un segno divino. Ho uno zio monsignore, ha dato una occhiata ai piedi e ha detto che si poteva fare, ha già mandato la lettera al Papa. L’altro giorno mi è arrivata una risposta molto cortese, carta intestata del Vaticano, busta color crema, dentro un buono per entrare gratis nei Musei Diocesani come diversamente abile e una lettera della Segreteria del Papa dove mi si comunicava che il mio caso era allo studio, nel frattempo potevo ingannare l’attesa visitando un museo diocesano a scelta. Il problema è che a me il passare del tempo mette angoscia, non vorrei che i piedi guarissero, lo dicevo l’altro giorno al medico dell’Asl che mi stava falsificando l’invalidità. Quello ci ha pensato un attimo, poi ha trovato la soluzione, mi ha segnato sul calendario ogni quanto mi devo riprovocare la botta con l’asse di legno, il sangue rimane e il processo di canonizzazione può procedere. C’ho un amico ingegnere che mi sta progettando un sistema automatico per provocarmi il trauma, stessa intensità dell’altra volta, stessa posizione al millimetro, così non rischio di esagerare e di rompermi un dito per l’emozione, perché poi ci sarebbe la visita approfondita e mi hanno detto che alla commissione medica del Vaticano non piace lavorare sul terreno già arato.

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Gaber – Luporini, La ballata dell’immaginario R.M., P.B. e altri

Questa è un’ipotesi di storia strana
un’antica ballata italiana
con personaggi immaginari
certamente non veri
perché io son convinto che i magistrati
siano bene informati
perché io non credo che si possa far del male
ad un uomo geniale.

-

Non mi ricordo l’anno, il mese
e neppure il paese
non era nato in un stalla
e forse raccontava una cattiva novella
lui stranamente predicava il gusto
di una vita tutta sola
forse per vincere quel senso di malessere
che prende qui alla gola.

-

Tutti eran talmente incuriositi che la voce si sparse
nelle chiese, nelle case di riposo, nei mercati.
Era un uomo bello ma sospetto
era un tipo strano, male in arnese
era un gran signore senza soldi né pretese.

-

Era una persona singolare,
era tutto il contrario di Gesù
ma in qualche modo gli voleva assomigliare
perché l’han messo in galera
e non si è visto più.

-

Di cose strane ne ha dette tante
chi lo sa se era ateo o credente
non gli bastava la coscienza a posto
dell’uomo povero e anche modesto
contrariamente ai francescani amava il gusto
di cercare l’oro
perché le stelle in cielo e anche Dio sono l’avaro
custode di un tesoro.

-

E anche parlando di beneficenza
lui disse: “Mi fa schifo. Non ci riesco.
Non son tenuto a voler bene
alla gente che non conosco.
Questa mania di accaparrarsi i bisognosi
non è roba mia.
Io non faccio la battaglia alla fame
ma all’idiozia”.

-

Era una persona singolare
era tutto il contrario di Gesù
ma in qualche modo gli voleva assomigliare
perché l’han messo in galera
e non si è visto più.

-

Ad un banchetto di matrimonio
tirò fuori tutto il suo genio
gridò una frase improvvisa:
“Sia maledetto chi si sposa!
Provate un poco ad immaginare che bel frutto
nascerà dal vostro amore
un altro figlio disperato o peggio ancora
un ingegnere”.

-

Non trasformava l’acqua in vino
ma ovunque andava succedeva un casino
e allora i soliti gendarmi
che giustamente non stanno mai fermi
gli fecero capire con il solito vigore:
“Puoi pensarla come vuoi
purché non dia fastidio a come
la pensiamo noi”.

-

Tutti eran talmente instupiditi dal quel fascino strano
non sapevano nemmeno se linciarlo o se seguirlo.
Era un uomo bello ma sospetto
era un tipo strano, male in arnese
era un gran signore senza soldi né pretese.

-

Era una persona singolare
era tutto il contrario di Gesù
ma in qualche modo gli doveva assomigliare
perché l’han messo in galera
e non si è visto più.

-

E poi finì in un manicomio
o in qualche modo fu arrestato
per la paura del demonio
per far qualcosa o per salvare lo Stato
perché evidentemente non era un serio
funzionario di partito
perché imprudentemente aveva detto male
appunto dello Stato.

-

Questa è un’ipotesi di storia strana
un’antica ballata italiana
che non vuol dire che i carcerati
siano tutti bravi e impegnati
vuol dire solamente che se un bel giorno
Gesù tornasse ancora
direbbe cose un po’ curiose
e finirebbe in galera.

-

Era una persona singolare
era tutto il contrario di Gesù
ma in qualche modo gli doveva assomigliare
perché l’han messo in galera
e non si è visto più.

giorgiogaber

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IN QUESTO MONDO

meo-patacca

In questo mondo, è assai palese,

ci stiamo un po’ tutti sulle spese

e più del ministro con portafogli

quel da temere è il portafigli

Dicon dal tempo della mia proproprozia

“Signori e Signore, qui c’è da far economia”

“da contener gli acquisti, da valutar le uscite”

ed io “ma perché qualcosa di nuovo non dite?”

Non è neppur questione di costruir nuove stalle

perché il gregge già si trova a suo bell’ agio

ma giusto un po’ di fantasia nell’inventar le balle!

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