CARMELO ED EDUARDO ovvero DUO POUR LA FIN DU TEMPS

Profondo, complesso, mai abbastanza studiato, fu certo il rapporto tra due dei pochi geni del nostro XXesimo secolo peninsulare (non dico italiano perché, come detto in più occasioni, dire italiano è fuorviante). Carmelo rispettava e onorava moltissimo Eduardo, riconosceva di avere appreso molto dalla sua arte in scena, Eduardo omaggiava Bene riconoscendolo come uno dei pochi che dicessero qualcosa e non si limitassero ad emettere suoni, suoni che pur erano l’ossessione di C. B.

Le recenti brevissime, giusto un assaggio, micro memorie di Giancarlo Dotto in omaggio di C. B. iniziano, non a caso, da un episodio accaduto durante una tournée estera di Carmelo ed Eduardo, e la nostra invidia è indicibile per tutto questo. Prendete anche voi il piccolo volume, edito da Pironti, perché l’invidia si propaghi fino a soffocarci, magari allora ci verrà voglia di menare calci.

Segnalo a proposito di C.B. ed Eduardo un documento che, nella mia distrazione, non avevo mai visto e che se anche a voi è sfuggito è bene, se volete, che lo divoriate prima che svanisca nuovamente, un intervento congiunto dei due alla Sapienza, ricco, ricco anche di pause, di gauloises, di risate, di interventi, di Albertazzi (evocati e, a ben sentire, pure nel pubblico più volte) e di breve note sul disastro teatrale del nosocomio di Stato e del Ministero di Lazzi, Cazzi e Spettacolo con Strehler “il talentato nei capelli” come diceva C. B. Lo potete trovare, diviso in due parti (1 e 2) sul sito della Eclap (e-library for performing arts). Di C. B. al momento trovate questo e molti filmati dedicati al suo Macbeth. Di Eduardo tragicamente ancora meno, almeno per quanto sono riuscito a cavare dal sito, ma il video della Sapienza vale già tutta la baracca.

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Categorie: C. B., Eduardo | Tag: , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “CARMELO ED EDUARDO ovvero DUO POUR LA FIN DU TEMPS

  1. Meno male che voi ricordate l’uno e l’altro, caro don Anto’, i due grandi dimenticati, Li univa qualcosa di indefinibile e delicato, un comune sentire che per noi rimane misterioso. Il genio che trova un fratello, un padre, un figlio. Due solitudini che si confortano. Un genio è quasi sempre solo, ma loro si erano trovati. Noi li abbiamo perduti. Solo di questo siamo capaci.

  2. Pingback: IL BLOG LETTERARIO « TERRE IMPERVIE

  3. Forse la perdita ci aiuta, in fondo rende più forte il desiderio di recuperare qualcosa di questi due giganti, in fondo è proprio il vantaggio dei giganti, anche se sono lontani li vedi

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